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18 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:16
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il caso

Abusi edilizi e sanzioni "fantasma": il giudice straccia la super cartella esattoriale da 100 mila euro

Il CGA boccia la debole istruttoria del Comune di Licata e il Tribunale blocca l'esecuzione forzata dell'Agenzia delle Entrate e dà ragione a una donna di Licata

18 Aprile 2026, 17:49

17:50

Abusi edilizi e sanzioni "fantasma": il giudice straccia la super cartella esattoriale

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Si chiude con un esito favorevole per una cittadina di Licata un contenzioso tributario da oltre centomila euro: la donna non dovrà versare i 102.959,19 euro richiesti dal fisco.

La vicenda si è conclusa con una pronuncia del Tribunale civile di Agrigento, che ha escluso la possibilità di procedere all’esecuzione forzata. L’origine del caso risale alla notificazione di quattro corpose cartelle esattoriali emesse dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione su istanza del Comune di Licata.

Le pretese erariali traevano fondamento da sanzioni pecuniarie irrogate per la presunta mancata demolizione di opere edilizie ritenute abusive. Di fronte al rischio concreto di pignoramenti, la cittadina si è affidata agli avvocati Girolamo Rubino e Giovanni Andrea Sferrazza.

I legali hanno proposto opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. dinanzi al Tribunale di Agrigento, articolando una difesa non limitata a profili formali – come eventuali vizi di notifica – ma volta a contestare la legittimità sostanziale delle sanzioni e la nullità degli atti presupposti, ossia dei provvedimenti comunali che avevano dato origine alle multe.

Nel frattempo, si sono regolarmente costituiti in giudizio sia il Comune sia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La svolta è arrivata in sede amministrativa. Con sentenza n. 388/2025, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha accolto il ricorso curato dall’avvocato Rubino, annullando le sanzioni del Comune per una evidente "carenza di istruttoria e di motivazione". Venuto meno il presupposto legale, l’intera costruzione dei titoli di riscossione è crollata. Sulla scorta di tale pronuncia, con sentenza del 17 aprile 2026 il Tribunale di Agrigento ha sancito che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione "non ha diritto di procedere a esecuzione forzata nei confronti di G.M.E.S".

Il giudice ha qualificato come "assorbente" la decisione del CGA: l’annullamento dei provvedimenti comunali sottostanti ha reso le cartelle nulle e inesigibili, determinando la completa vittoria della contribuente licatese.