Il colpo di scena
Lo stupro del Foro Italico a Palermo, chiesta la revisione del processo per tre imputati dopo una telefonata di Asia Vitale
La base una telefonata del 2025, che secondo i legali metterebbe in discussione la ricostruzione del reato evocando un consenso iniziale e un possibile disegno di lucro
Era una mossa attesa, adesso è arrivata. Le difese di tre dei sette condannati per lo stupro di gruppo al Foro Italico hanno depositato un’istanza di revisione del processo, sostenendo l’esistenza di elementi sopravvenuti idonei a rimettere in discussione un verdetto già confermato in via definitiva dalla Corte di Cassazione.
Una revisione del processo bella e buona, dunque, una decisione arrivata dopo le dichiarazioni dei mesi scorsi di Asia Vitale, la vittima dello stupro.
Secondo quanto ricostruito, nella notte tra il 6 e il 7 luglio 2023, in un cantiere dismesso dell’area del Foro Italico, si consumò una vera e propria aggressione sessuale per la quale gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli.
La sentenza della Cassazione sembrava aver chiuso la questione, ma non la pensano così gli avvocati Carmelo Adamo, Leonarda Lo Presti e Giuseppe Farina, che assistono rispettivamente Elio Arnao, Angelo Flores e Christian Maronia, che hanno presentato la richiesta alla Corte d’appello di Caltanissetta.
Secondo i difensori, i “nuovi elementi” emergerebbero da una telefonata intercorsa nell’estate del 2025 tra la vittima, Asia Vitale, oggi ventunenne e protagonista di diverse interviste nei mesi scorsi, e il podcaster Gioacchino Gargano.
La registrazione, affermano i legali, smentirebbe il quadro ricostruito nelle indagini e nei tre gradi di giudizio: a microfono spento, secondo quanto affermano i legali in questione, la giovane avrebbe sostenuto che il rapporto sarebbe stato quantomeno inizialmente consensuale e avrebbe lasciato intendere addirittura l’esistenza di un disegno volto a trarre un vantaggio economico dalla vicenda.
La questione, spinosa, del consenso, già proposta dalle difese nel corso dei processi, non aveva convinto i giudici.
Una mossa, quella della difesa dei tre imputati, che era attesa e che potrebbe aprire la strada di una revisione del processo anche per gli altri, visto che è ritenuto verosimile che pure loro alla fine si muoveranno in quella direzione.
Tutti hanno ricevuto una condanna dai 6 agli 8 anni.