la mobilitazione
Catania accoglie la nuova Global Flotilla, un migliaio per le vie del centro: «Il genocidio a Gaza continua»
Fa tappa nel capoluogo etneo la missione che doppia i numeri di un anno fa per imbarcazioni e partecipanti. La partenza prevista da Siracusa
Una missione grande il doppio rispetto a quella dell'anno scorso. Per numero di imbarcazioni coinvolte e di partecipanti, la nuova Global Sumud Flotilla che oggi fa tappa a Catania è già da record: venti mezzi in rada nel capoluogo etneo, altri 38 in arrivo da Barcellona, 20 da Marsiglia e una ventina si aggiungeranno in mare una volta lasciata la Sicilia. Direzione, come sempre, le acque di Gaza, dove le forze armate israeliane finora hanno sempre bloccato, assaltato e respinto gli attivisti. L'obiettivo è duplice: portare aiuti umanitari ma soprattutto tenere alta l'attenzione sulla situazione di Gaza e della Palestina in generale.

Oggi pomeriggio per le strade di Catania un corteo di circa un migliaio di persone ha portato sostegno e solidarietà agli equipaggi in partenza. Nessuna bandiera di partito, solo quelle palestinesi. Concentramento e partenza al porto di Catania, arrivo in piazza Stesicoro. «Le ragioni per salpare si sono moltiplicate - spiega Tony La Piccirella, uno degli organizzatori che si imbarcherà - in questi mesi abbiamo assistito a continue violazioni del diritto internazionale, la Palestina è ancora sotto assedio, i valichi sono chiusi, il Board of peace non ha risolto nulla e l'occupazione israeliana è avanzata, prendendo mezza Striscia di Gaza e ora il Libano. Non è una questione di solidarietà o umanesimo, ora iniziamo a capire che ci riguarda. E non solo per il carburante, la nostra condizione è più vicina a quella palestinese, per cultura e modo di vivere, di quanto i governi vogliono farci credere».

Presenti anche attivisti dei centri sociali di Roma, Bologna e del Nord-Est che si imbarcheranno dalla Sicilia. Il porto da cui la flotilla salperà è quello di Siracusa, la partenza è prevista nei giorni precedenti il 25 aprile, condizioni meteomarine permettendo. Lo scenario a cui gli attivisti vanno incontro è lo stesso di un anno fa: un probabile respingimento collettivo. «Ma rilanciare questa missione è la cosa giusta - spiega il docente del dipartimento di Scienze politiche dell'università di Catania Gianni Piazza, presente al corteo - bisogna riaccendere i riflettori sulla questione palestinese che sembra improvvisamente dimenticata. E invece resta centrale».

Durante il corteo una tappa viene fatta a pochi metri dal cantiere di piazza Lupo, dove recentemente è stato sgomberato il centro sociale che era attivo per fare posto al progetto di riqualificazione che prevede anche un parcheggio. «Prima cacciate Netnyahu e Trump e poi potete dirci cosa è giusto e cosa no. Ne sgomberate uno, ne occuperemo cento», dice un'attivista dell'ex Palestra.
Poco più avanti è Ismail Bouchnafa, imam della piccola moschea di via Calì, alla Civita, a prendere la parola: «La global Sumud flotilla è un simbolo mondiale di resistenza e di speranza. Una pace vera si fonda sulla giustizia, sul rispetto e sulla dignità di ogni essere umano. Non può esserci pace senza diritti, non può esserci sicurezza senza giustizia, non può esserci futuro senza umanità. Basta guerra, basta odio e basta silenzio».