English Version Translated by Ai
19 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:52
×

il caso

La crociata per l'erma bronzea del V secolo a.C.: "Salviamo la bellezza" chiede il ritorno a Gela da Ragusa

Venne documentata da Paolo Orsi; la restituzione, riconosciuta possibile dalle istituzioni, è però bloccata da avvicendamenti e dalla pandemia

19 Aprile 2026, 16:05

16:10

La crociata per l'erma bronzea del V secolo a.C.: "Salviamo la bellezza" chiede il ritorno a Gela da Ragusa

Seguici su

L’associazione “Salviamo la bellezza” avvia una nuova crociata per portare al museo di Gela un’erma di bronzo del V secolo a.C.

L’erma nel mondo greco è una scultura costituita da un pilastro quadrangolare con un busto del dio Ermes, protettore dei viandanti e dei commercianti. Era utilizzata come segnale stradale o a fini decorativi.

L’erma in questione è contesa da Gela a Ragusa che a sua volta l’ha avuta dal museo di Siracusa.

Un caso scoppiato nel 2017 quando un componente dell’associazione, Giuseppe Brugioni, incrociando i dati di varie pubblicazioni, con un lavoro costante e certosino, scoprì che quell’erma esposta al museo di Ragusa non era proveniente dagli scavi effettuati da Paolo Orsi, pioniere dell’archeologia in Sicilia, nel secolo scorso, a Camarina e precisamente in località Piano Marinaro.

Questo viene riportato al museo di Ragusa dove ancor oggi l’erma è esposta. La statuetta, invece, come scoprì Brugioni, proveniva da Gela, dagli scavi dello stesso archeologo.

La prova è data dalla pubblicazione del 1909 del reperto da parte di Orsi nel volume XIX di Monumenti antichi dell’Accademia nazionale dei Licei. L’articolo in questione si intitola Nuove antichità di Gela e riporta i dati di quell’erma che si indica come uno dei reperti ritrovati a Feudo Monteleone nell’area nord est di Gela.

Un caso che fu posto all’attenzione dall’associazione e dallo stesso Brugioni all’assessorato regionale ai Beni culturali il cui Dipartimento, dopo i riscontri, convenne che Brugioni aveva ragione. Così fu avviato l’iter per la restituzione della statuetta al museo di Gela.

L’obiettivo sfumò quando raggiungerlo era ormai questione di qualche dettaglio.

Tra avvicendamenti al vertice di musei e soprintendenze e lo scoppio del Covid la restituzione del reperto che era imminente, sfumò e da allora non se ne fece nulla.

Ora l’associazione è tornata alla carica anche in vista della riapertura del museo archeologico prevista tra giugno e luglio. «La restituzione dell’erma sarebbe opportuna - dice Brugioni - per fare giustizia e per correggere un errore di contestualizzazione».