Il caso
Gli orti della Susanna di Cibali in vendita online come "terreno edificabile"
Su un noto sito l'annuncio per la cessione dei 158mila metri quadri nel cuore di Catania. Il Comitato: «Lo compri la Regione per farne un parco»
«Terreno edificabile in vendita. 158mila metri quadri nel cuore di Catania». Con questa descrizione è attualmente attivo da un mese l'annuncio per la vendita nella zona di Cibali della grande area degli orti della Susanna. L'area, di fatto un polmone verde rimasto inalterato dalla grande urbanizzazione cittadina, è da anni oggetto di interrogativi sul suo destino: inizialmente, nel piano regolatore Piccinato approvato nel 1969, doveva essere la sede di un centro direzionale. Questo doveva essere collegato a un analogo edificio a Librino (anche questo mai realizzato, in un'area ora oggetto di interventi per il Pui per farne un parco) dall'attuale "asse attrezzato", che oggi si interrompe in corso Indipendenza ma che in origine doveva collegarsi con la circonvallazione.
Negli anni si sono succedute varie ipotesi per l'area, compresa quella di realizzarvi all'interno degli edifici per il social housing. Ma soprattutto esiste un comitato cittadino che ne chiede a gran voce da anni l'utilizzo come grande parco urbano. Anche perché all'interno ci sono già delle aree vincolate dalla Sovrintendenza ai Beni culturali. «L'area, in totale, è estesa circa 18 ettari, di questi poco più di 7 sono stati da noi proposti alla Sovrintendenza per essere vincolati con livello di tutela 3, il più alto», spiega il presidente del Comitato, l'ingegnere Giuseppe Rannisi. L'estensione della tutela, già presente in alcune aree, «permetterebbe di preservare il resto della grotta Lucenti, oggi vincolata solo in parte, come gran parte della sciara creata dall'eruzione dell'Etna del 1669. E poi ci sono in area tutelata solo parte dei muretti a secco delle saie e dei pozzi che hanno aspetti antropologici unici. Tutto questo per noi è da tutelare tutto, non solo in parte come oggi, con livello di tutela 3».
Il Comitato sul tema ha quindi scritto una dettagliata lettera indirizzata al presidente della Regione siciliana e agli assessorati competenti, lanciando una proposta per acquistare l'intera area. Un'idea di acquisizione, in quel caso «gratis» da parte del Comune, era stata in passato già avanzata dall'ex sovrintendente siciliano Gesualdo Campo. «In questo momento - ricorda Rannisi - è tutto destinato, come da Prg, a Centro direzionale. Ma l'area deve avere un cambiamento di destinazione d'uso, una procedura complessa e lunga».
Nell'annuncio non c'è indicato un prezzo, ma ci sono una quarantina di foto. E l'area è così descritta: «UniCredit RE Services propone in vendita un esclusivo ed unico lotto di terreno di circa 158.000,00 mq nella parte semicentrale del comune di Catania, compresa tra il viale Mario Rapisardi a sud, la via Sabato Martelli Castaldi ad est, la via Generale Cantore ad ovest e le vie dei Piccioni e Giuseppe Verdura a nord. L'area complessiva, ricadente nel piano regolatore vigente tra le zone D, E, I, L, M, S, risulta non coltivata e prevalentemente distribuita in maniera pianeggiante, con la presenza di alcuni fabbricati rurali ormai diruti, con categoria catastale F/2 (unità collabente). Il lotto posizionato in zona totalmente urbanizzata risulta a livello strategico ubicato in prossimità di svincoli autostradali e vicino al centro città».
Mentre il Comitato, nella lettera alla Regione, spiega: «A seguito della pubblica acquisizione, l'area potrebbe essere articolata, ad esempio, in parco naturalistico limitando al massimo gli interventi di modifica a quelli strettamente necessari per la fruizione in sicurezza, in parte in parco agricolo (orti urbani, gli “orti di Susanna”), in parco della lava del 1669 (con la cura delle lave completata da vegetazione arborea ed erbacea etnea e con l'evidenziazione delle cave di “ghiara”), in parco delle acque, per gestire le acque meteoriche alla fonte in maniera sostenibile (Sustainable Urban Drainage Systems), riducendo il carico sulla rete fognaria e il rischio di allagamenti rappresentato dalle ormai frequenti precipitazioni di portata eccezionale. Sarebbe paradossale in un contesto cittadino in cui insiste già un'area verde di quelle dimensioni non utilizzarla per la città, lasciando tale ambiente di pregio il più possibile inalterato».


