PAVIA
Tre giovani in questura, uno è minorenne: sono i sospettati dell'omicidio di Gabriele Vaccaro
Al momento non risultano misure cautelari nei loro confronti. Il movente sarebbe una lite per una ragazza
Nel tardo pomeriggio di oggi tre giovani - uno dei quali minorenne - sono stati accompagnati in questura a Pavia per essere ascoltati dagli investigatori della Squadra Mobile nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio di Gabriele Vaccaro. Il 25enne originario di Favara, in provincia di Agrigento, è morto in sala operatoria al Policlinico San Matteo dopo essere stato colpito al collo con un oggetto appuntito — un coltello o, più probabilmente, un cacciavite, secondo i primi riscontri medico-legali — nel parcheggio dell'area Cattaneo, a ridosso del centro storico di Pavia.
Al momento non risultano misure cautelari a carico dei tre ragazzi. Gli inquirenti stanno valutando la loro posizione: la decisione di convocarli è maturata dopo la raccolta di alcune testimonianze e soprattutto dopo l'esame delle immagini delle telecamere presenti nella zona.
La notte tra sabato e domenica
Era circa l'1,30 quando Gabriele e due suoi amici lasciano il locale dove avevano trascorso la serata. Già lì, secondo quanto sta emergendo dagli accertamenti, sarebbe scoppiato un primo confronto con un altro gruppo di giovani. Una discussione che non si spegne. Il secondo gruppo — composto, secondo alcune testimonianze, da stranieri — li segue mentre si incamminano a piedi verso il parcheggio, a due passi dalla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, dove sono custodite le reliquie di Sant'Agostino.
Verso le 3,30, nei pressi della colonnina per il pagamento della sosta, la tensione sale e degenera. Qualcuno colpisce Vaccaro al collo. Uno dei suoi due amici viene ferito lievemente all'addome: è ricoverato in ospedale, non in pericolo di vita.
«Non è grave»
Nell'immediatezza, le condizioni di Gabriele non sembrano disperate. Il ragazzo — che lavorava nel settore della logistica a Pavia e risiedeva a Broni — rifiuta o non riesce a raggiungere il pronto soccorso. Viene portato a casa di un amico, al quartiere Vallone, nella periferia della città. Le sue condizioni peggiorano rapidamente. Arriva il 118. L'ambulanza lo trasporta d'urgenza al San Matteo, dove i chirurghi tentano l'impossibile. Muore in sala operatoria, quasi certamente per un'emorragia interna.
Le indagini
La polizia ha già sentito gli amici della vittima. I tre giovani convocati nel pomeriggio sarebbero invece riconducibili al gruppo rivale: a portare gli investigatori fino a loro sono state le telecamere di sorveglianza dell'area, rivelatesi decisive. L'ipotesi di movente più accreditata resta quella di una lite per una ragazza.

