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20 aprile 2026 - Aggiornato alle 09:28
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Guardia di finanza

Si finge un «perito dei carabinieri» e ruba gioielli per 40mila euro a una coppia di anziani: 33enne arrestato a Palermo

L'uomo era arrivato nel capoluogo siciliano con un traghetto proveniente da Napoli. Fermato per un controllo, aveva dichiarato di essere in vacanza. Ma senza bagagli

20 Aprile 2026, 09:28

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Si finge un «perito dei carabinieri» e ruba gioielli per 40mila euro a una coppia di anziani: 33enne arrestato a Palermo

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I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno arrestato un 33enne, che aveva appena truffato una coppia di anziani italiani fingendosi un perito mandato dai carabinieri, recuperando completamente la refurtiva, costituita da gioielli e altri preziosi d’oro per un valore totale di circa 40mila euro.

È cominciato tutto con un normale controllo al porto. Un uomo italiano, appena sbarcato da Napoli a bordo di un'automobile a noleggio, aveva destato qualche sospetto: «Sono in vacanza», aveva detto, ma non aveva né bagagli né prenotazioni alberghiere. I militari, quindi, hanno deciso di seguirlo per un po', per capire perché fosse davvero a Palermo.

Durante l’attività di pedinamento, l'uomo aveva momentaneamente fatto perdere le proprie tracce, per poi riapparire dopo circa mezz’ora con una borsa al seguito, fattore che aveva generato grande sospetto nei finanzieri, che hanno pertanto deciso di fermarlo immediatamente per un controllo: all’interno della borsa, infatti, sono stati rinvenuti gioielli, orologi, monili e altri oggetti d’oro per un valore complessivo di circa 40mila euro, appena sottratti a una coppia di anziani italiani.

È stata poi la coppia stessa, raggiunta dai finanzieri per il riconoscimento del reo e della refurtiva, a chiarire le modalità della truffa. In particolare, un uomo non ancora identificato, che si è presentato come un tenente dei carabinieri, aveva chiamato il marito al telefono, informandolo che la sua carta d’identità era stata clonata e usata per l’acquisto di una autovettura, impiegata poi per la commissione di diversi reati, e gli aveva intimato di raggiungere immediatamente una caserma dei carabinieri per discolparsi, aggiungendo di non chiudere mai la comunicazione telefonica in modo da poter ricevere, «in diretta», il nulla osta all’accesso all’area riservata.

Mentre lui andava in caserma, è la moglie a ricevere una nuova chiamata, nella quale l’interlocutore, sempre qualificandosi carabiniere, le riferiva che era stata denunciata e, pertanto, le intimava di raccogliere tutti gli oggetti in oro presenti in casa e disporli su un asciugamano, per poi attendere l’arrivo di un perito per la valutazione.

Dopo circa cinque minuti si era presentato alla porta il 33enne poi arrestato dai finanzieri, che, autodichiarandosi perito dei carabinieri, aveva afferrato repentinamente gli oggetti in oro e, divincolandosi con forza dalla presa della signora, si era dato alla fuga, senza sospettare di essere seguito dai finanzieri che lo hanno bloccato, arrestato e portato nel carcere Pagliarelli di Palermo