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20 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:58
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Attualità

"Mi sono svegliata con le mani al collo": notte di terrore a Vittoria

Una donna è stata presa di mira da un ladro nella propria abitazione. E' riuscito a farlo fuggire

20 Aprile 2026, 16:30

16:31

"Mi sono svegliata con le mani al collo": notte di terrore a Vittoria

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A Vittoria una notte qualunque si è trasformata in un incubo. Nel silenzio del centro storico, mentre la città dormiva, un uomo ha forzato l’ingresso di un’abitazione e si è introdotto all’interno, muovendosi tra le stanze al buio. Pochi minuti dopo, quella che sembrava l’ennesima effrazione si è trasformata in un’aggressione violenta.

La casa era quella appartenuta all’artigiano ebanista Dino Genovese, scomparso da poco più di un mese. A dormire lì, quella notte, c’era la figlia. È stata lei a vivere attimo per attimo il terrore: si è svegliata di colpo, trovandosi addosso un uomo che le stringeva le mani al collo. Un gesto improvviso, brutale, che l’ha lasciata senza fiato.

La donna, però, non si è arresa. In un istinto di sopravvivenza, ha reagito con tutte le forze che aveva, riuscendo a mordere la mano dell’aggressore e a liberarsi dalla presa. Ne è nata una colluttazione concitata, pochi secondi che le sono sembrati interminabili. Poi la fuga: scalza, confusa, è riuscita a raggiungere la strada prima di accasciarsi, sfinita e sotto shock.

Le urla hanno richiamato i vicini, che l’hanno soccorsa e hanno chiamato i sanitari. In ospedale le sono state riscontrate lesioni al collo e una prognosi di cinque giorni.

Nel frattempo, il ladro era già sparito nel buio, dopo aver rovistato nelle stanze e portato via pochi spiccioli. Un bottino misero, a fronte di una violenza che ha scosso l’intera comunità. L'episodio è accaduto lo scorso 8 aprile. Ma soltanto ora è divenuto di pubblico dominio.

I carabinieri hanno avviato le indagini per identificare il responsabile. Nella zona, nelle ultime settimane, erano stati segnalati altri tentativi di furto, ma mai con un livello di aggressività simile. Questa volta la paura è entrata in casa, nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro.

A Vittoria, oggi, resta l’inquietudine di una notte che nessuno avrebbe voluto vivere.