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21 aprile 2026 - Aggiornato alle 07:41
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l'inchiesta

Palermo, il maxiblitz con 32 fermi: il "confine" del ponte di via Giafar e la mappa della mafia tra Brancaccio e Sperone

La divisione tra le famiglie del mandamento

21 Aprile 2026, 07:00

Palermo, il maxiblitz con 32 fermi: il "confine" del ponte di via Giafar e la mappa della mafia tra Brancaccio e Sperone

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Una linea divisoria tracciata "tra le giurisdizioni delle due principali famiglie del mandamento (Corso dei Mille e Brancaccio)", una vera e propria suddivisione delle zone, stabilita in maniera quasi scientifica. Nell'inchiesta che ha portato al fermo di 32 persone si capisce come la suddivisione delle zone da parte di Cosa Nostra fosse precisa, ferrea, senza troppi fronzoli. Una nuova mappa della criminalità organizzata da quella parte della città.

Dall’altezza del ponte di via Giafar, distinguendo tra la porzione di territorio lato mare, appartenente alla famiglia di Corso dei Mille e l’area situata dalla parte opposta (oltre il ponte di via Giafar appunto), ricadente, invece, nella giurisdizione della famiglia di Brancaccio, si legge nel provvedimento di fermo. In particolare, nel corso di una conversazione del 23 agosto 2025 intercettata tra Gaetano Spadaro e Maurizio Puleo, che si svolgeva nei pressi dell’attività di Puleo, dopo il ponte di via Giafar, nel parlare della divisione di territorio tra Matteo Scrima e i Sacco, Puleo affermava espressamente "da questo lato", annotano i pm.

Il punto di separazione sembrerebbe essere proprio il ponte di via Giafar, che determinerebbe quindi lo spartiacque del territorio tra la famiglia di Brancaccio, che secondo tali indicazioni risulta retta da Matteo Scrima, e quella di Corso dei Mille, con al vertice Antonino Sacco, il nipote Carmelo, diretta espressione dello zio sul territorio, e il genero Antonino Giuliano.

Le risultanze investigative hanno trovato riscontro nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia nonché nelle deposizioni di altri due soggetti che hanno recentemente avviato un percorso di collaborazione con l’autorità giudiziaria. In particolare uno di loro, inserito nelle dinamiche criminali del mandamento di Brancaccio e arrestato nel settembre del 2025 nell'operazione "Tentacoli", dopo aver manifestato l’intenzione di collaborare ha fornito elementi sui contesti organizzativi delle famiglie mafiose del mandamento. Dalla ricostruzione emerge la piena operatività delle consorterie attive nelle aree di influenza delle due famiglie, dove si registra una recente recrudescenza di condotte delittuose, fonte di forte allarme sociale e tutti occorsi nel giro di pochi giorni. Il primo in via dei Picciotti, lo scorso marzo, dove si è sviluppato un incendio di sospetta natura dolosa che ha danneggiato due furgoni, due autovetture e varie attrezzature da lavoro, l'ennesimo "segnale" indirizzato sempre alla stessa persona. Il secondo episodio è il danneggiamento seguito da incendio, nella notte del 4 marzo 2026, di un escavatore cingolato Caterpillar, usato lavori per la nuova rete fognaria cittadina, in via Amedeo d’Aosta.

Dalla denuncia-querela sporta dal vicedirettore generale e procuratore della società, è emerso inoltre che, prima dell’incendio, ignoti avevano rubato circa 100 litri di gasolio dal serbatoio del mezzo. Il terzo fatto è avvenuto la sera del 6 marzo 2026, ai danni della rivendita di tabacchi in via Messina Marine. La denunciante ha riferito di non aver ricevuto richieste estorsive recenti, precisando tuttavia di aver già segnalato, nell’agosto 2024, un analogo episodio intimidatorio: il rinvenimento di bottigliette contenenti liquido infiammabile e di colla nel lucchetto della saracinesca.