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20 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:23
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Belpasso

Il Consiglio boccia l’aumento dell’Irpef

No alla proposta di aumentare l'aliquota per coprire il debito derivante dalla condanna per la morte di un ciclista

20 Aprile 2026, 21:00

Il Consiglio boccia l’aumento dell’Irpef

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Il Consiglio comunale di Belpasso ha detto no all’aumento dell’Irpef. In particolare la delibera prevedeva l’aumento dell’aliquota Irpef dall’attuale percentuale dello 0.6 allo 0.8. La proposta nasceva dall’esigenza di recuperare 400mila euro a fronte della cifra di un milione di euro che il Comune deve corrispondere come risarcimento alla famiglia di un ciclista deceduto a causa di una grata “malposta” su via Trieste, vicenda per la quale l’ente comunale è stato condannato in due gradi di giudizio.

Al momento del voto la maggioranza si è spaccata. Hanno detto sì all’aumento i consiglieri Motta, Cariola, Rapisarda, Vinci e Tocra; contrari, invece, Toscano, Parasiliti, Paparo, Carciotto e Pulvirenti e il gruppo “Insieme per Belpasso” composto da Pappalardo, D’Urso, Vadalà e dal Presidente dell’assise civica Andrea Magri. Unanime il coro da parte dei consiglieri contrari alla proposta: «Non rispondiamo di responsabilità che non ci appartengono - si legge in una nota stampa - questa Amministrazione doveva e poteva prevedere che anche in appello il Comune poteva risultare soccombente e per tale ragione avrebbe dovuto avere la briga di mettere da parte le cifre necessarie a fronteggiare un’eventuale condanna al pagamento del risarcimento. Ciò non è avvenuto se non per una parte del debito (circa 600mila euro) e risulta esercizio troppo scontato venire in Consiglio e addossare sui consiglieri l’amaro onere di aumentare le tasse ai lavoratori belpassesi. In questi anni si sarebbe potuto e dovuto risparmiare su quanto di superfluo e non necessario è stato portato avanti da quest’Amministrazione e invece si è agito senza la diligenza del buon padre di famiglia».

Replica del sindaco Carlo Caputo: «La sentenza ha stabilito un risarcimento di 1 milione di euro a danno del Comune per fatti avvenuti 14 anni fa. Una vera e propria “tegola” caduta sul bilancio. Il ragioniere generale del Comune suggeriva una misura per un solo anno al fine di garantire gli equilibri di bilancio e non rischiare di tagliare servizi. Purtroppo è passata la propaganda dell’opposizione “lacrime e sangue” - dice Caputo - si rischia adesso di compromettere gli equilibri di bilancio. Adesso il rischio di ridurre alcuni servizi. Il nostro è un bilancio scarno».