Giudiziaria
Interdittiva Ecoclean, Bruzzaniti: «Non è una condanna». E annuncia cessione quote e ricorso al Cga
Il presidente del Consiglio comunale di Caltanissetta, replica alle richieste di dimissioni avanzate nei suoi confronti
«L'interdittiva antimafia non è una condanna, non è un’accusa penale e non certifica alcun comportamento illecito». Così il presidente del Consiglio comunale di Caltanissetta, Gianluca Bruzzaniti (FdI), replica alle richieste di dimissioni avanzate nei suoi confronti dopo la conferma, da parte del Tar Sicilia, della misura nei confronti della società Ecoclean Srl, di cui è socio.
Nei giorni scorsi alcuni esponenti politici locali gli avevano sollecitato un passo indietro, richiamando l’ordinanza cautelare del Tar che ha ritenuto la società esposta al rischio di condizionamento mafioso.
Bruzzaniti, in una nota, precisa che l’interdittiva è «una misura preventiva e discrezionale» che «non implica responsabilità personali» e ribadisce di essere «mero socio di minoranza» e «del tutto estraneo ai profili contestati». Spiega di avere investito nel 2021 nella creazione dell’azienda e di avere lasciato la gestione operativa nel 2024, dimettendosi da amministratore e cedendo gran parte delle quote.
L’interdittiva, sostiene, sarebbe maturata in seguito al cambio della compagine societaria e a verifiche «basate prevalentemente su rapporti di natura parentale». E richiama inoltre informative del comando provinciale dei carabinieri e della direzione investigativa antimafia che, sostiene, attesterebbero «l'assenza di qualsiasi informazione antimafia ostativa» e di collegamenti con soggetti pregiudicati.
Bruzzaniti sottolinea anche che l’ordinanza del Tar ha «natura cautelare» e non costituisce una decisione definitiva nel merito, mentre la società si prepara a proporre appello al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga).
«Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di delegittimazione politica», aggiunge, parlando di «letture parziali e distorte» e di un clima che rischia di alimentare «confusione e sospetti infondati». Annuncia infine di aver avviato l’iter per la cessione della propria quota societaria e invita a fare «una informazione corretta e rispettosa della verità», evidenziando anche le possibili ricadute su lavoratori e famiglie coinvolte.