Mascali
Fondachello, riparte la ricostruzione dei lidi
A oltre tre mesi dal passaggio del ciclone Harry, i segni della devastazione restano ancora tangibili su tutto il litorale jonico. Incertezza anche a Riposto e Torre Archirafi per il ripristino del lungomare e delle spiagge
Le cicatrici del ciclone Harry a distanza di oltre tre mesi dall’evento meteo estremo sono ancora evidenti. A Sant’Anna i segni della devastazione sono ancora tangibili. Edifici e case estive che si affacciano sul mare devastate dalla forza delle onde. Muri in cemento squarciati, pareti segnati da fenditure che testimoniano una forza d'urto senza precedenti. Luoghi storici come l’area del tiro al piattello e il Lido Azzurro, pilastri della memoria balneare del litorale jonico, appaiono ancora oggi come strutture “ferite”.
La stagione balneare incombe. Dal primo maggio scatta l’ordinanza regionale ma le spiagge del litorale jonico sono ancora da livellare. Ma a Fondachello dove si contano una ventina di stabilimenti balneari si tenta di risalire la china nonostante le incognite della burocrazia. Per molti operatori l'unica ancora di salvezza è rappresentata dai bandi della Regione, con l'intervento dell'Irfis fondamentale per coprire i costi di una ricostruzione che grava pesantemente sulle spalle dei privati.
Tra S. Anna e Fondachello sono già partite le fasi preliminari di montaggio. Orazio Emanuele, titolare del lido Luna Rossa, sfidando la sorte, prova a giocare d’anticipo avviando le operazioni di allestimento dello stabilimento. In spiaggia sono già in attività i mezzi meccanici per lo spianamento dell’arenile, la cui morfologia è stata modificata dalle mareggiate. Le strutture modulari in legno sono state già portate nell’area in cui sarà ricostruito lo storico lido mascalese. Emanuele, che in passato è stato a capo di un raggruppamento di operatori della balneazione, ha postato sulla propria pagina social le foto con tutti gli interventi in corso di svolgimento. Le foto fungono da segnale di speranza per l'intero comparto: la voglia di ripartire è più forte delle macerie lasciate dal ciclone.
Oltre al Luna Rossa sono in fase di montaggio altri stabilimenti balneari storici del litorale mascalese come il Sirius, l’Atlantis, l’Albatros e il Marguerita. Orazio Emanuele si dice preoccupato per la mancata bonifica delle aree demaniali e forestali sommerse da fusti di albero rinsecchiti e abbattuti dal vento in occasione del ciclone Harry che rappresentano un potenziale pericolo di incendio una volta che le temperature diventeranno più alte. «Abbiamo richiesto per iscritto, attraverso una istanza, l’intervento del Demanio marittimo - afferma Emanuele - ma non ci hanno neppure risposto. Eravamo pure disposti a provvedere autonomamente ma rischiamo la denuncia senza autorizzazione. È necessario, quindi, che si intervenga con assoluta tempestività per evitare che possano poi verificarsi incendi che finirebbero per incenerire i numerosi stabilimenti balneari di un lungo tratto di litorale».
A Riposto, invece, resta da capire con quali modalità si potrà rendere fruibili i tratti di arenile roccioso di Torre Archirafi e quelli con i ciottoli nella cosiddetta “spiaggetta dei pompieri”, al netto delle opere di ripristino strutturale del lungomare e della ciclopista tra Riposto e Torre Archirafi.