Aci catena
"Non era un incidente stradale ma un omicidio": giovane alla guida colpito da un proiettile
Il caso misterioso è del 2016. La pm ha chiesto di fare entrare nel processo diversi atti irripetibili.
Sono trascorsi dieci anni da quando Natale Licciardello è morto. Aveva solo 26 anni. Il cuore ha smesso di battere qualche giorno dopo la corsa in ospedale. Una morte piena di misteri e buchi neri. I soccorritori hanno portato Natale al pronto soccorso dopo averlo trovato agonizzante nell’abitacolo di una Nissan Juke in via Franca ad Aci Catena. Il giovane era al volante: all’inizio è stato ipotizzato l’incidente stradale. La macchina infatti era finita fuori strada. Ma quando i medici hanno trovato l’ogiva conficcata in testa sono partite le indagini che hanno portato all’accusa per omicidio nei confronti di due persone.
Una è stata assolta in abbreviato, mentre si è aperto davanti alla Corte d’Assise di Catania il processo per omicidio a carico del 29enne Gianluca Gabriel Nicosia. Da quello che si legge negli atti giudiziari, l’imputato è accusato di essere l’autore materiale del delitto. Nicosia «avrebbe cagionato la morte di Licciardello esplodendo un colpo d’arma da fuoco» che attingeva «la vittima al capo determinando il decesso per collasso cardiocircolatorio per grave lesione cerebellare».
La procuratrice aggiunta Agata Santonocito ha chiesto alla Corte d’Assise, presieduta dalla giudice Maria Pia Urso, di fare entrare direttamente nel fascicolo del processo una serie di atti definiti “irripetibili”. Il difensore di Nicosia, l’avvocato Alfio Abate, si è invece opposto. Il collegio scioglierà la riserva il prossimo 8 maggio.
I legali dei familiari della vittima (gli avvocati Antonio Patti, Angela Giachino, Giorgio Assenza e Francesco Marchese) che si sono costituiti parte civile si sono rimessi alla decisione della Corte d’Assise.