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21 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:42
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il caso

Decreto sicurezza, il no della camera penale di Catania: "Limitazione del diritto di difesa inaccettabile"

L'analisi dell'avvocato Tommaso Tamburino, presidente dell'organismo catanese dedicato alla figura di Serafino Famà

21 Aprile 2026, 20:19

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Decreto sicurezza, il no della camera penale di Catania: "limitazione del diritto di difesa inaccettabile"

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«L’emendamento del “decreto sicurezza” che prevede incentivi per gli avvocati che promuovono il rimpatrio dei migranti per noi rappresenta una limitazione del diritto di difesa davvero inaccettabile», così l’avvocato Tommaso Tamburino, presidente della Camera Penale “Serafino Famà” di Catania, commenta la questione emersa nel decreto-legge varato dal Governo Meloni.

«Quello che sta accadendo in queste ore - vuole rimarcare Tamburino - dimostra che le Camere Penali non solo non fanno politica ma non sono sempre in linea con le idee di questo Governo. Le accuse, quindi, che ci sono state mosse durante la campagna referendaria erano prive di fondamento. C’è stata solo una coincidenza di idee tra penalisti e maggioranza di governo sulla separazione della carriere in magistratura».

Tamburino poi torna a parlare dell'emendamento incriminato: «Promettere un incentivo economico a fronte di un obiettivo politico rappresenta quasi un tradimento alla professione forense e ai valori della toga che indossiamo ogni giorno. La giustizia non può essere strumento di propaganda politica. Inoltre l’unione delle camere penali ha palesato enormi perplessità sull’eliminazione dell’automatismo del gratuito patrocinio previsto per i migranti. Infatti si prevede l’attivazione del gratuito per l’assistenza legale a fronte di alcuni riscontri documentali: ipotesi che in alcune occasioni sono davvero irrealizzabili. Non dimentichiamo che nella maggior parte delle volte i migranti arrivano in Italia senza documenti viaggiando su imbarcazioni precarie.

Ancora una volta dobbiamo evidenziare come le scelte del governo siano adottate senza un confronto con l’avvocatura e in questo caso con il Consiglio Nazionale Forense che sarebbe addirittura l’organismo deputato all’erogazione del contributo.

Il presidente della camera penale di Catania evidenzia il no del Capo dello Stato. «La presa di posizione di Sergio Mattarella, che ancora una volta ha dimostrato di essere custode dei valori della Carta Costituzionale, ha in qualche modo rasserenato gli animi dell’avvocatura e dei penalisti, che però resteranno vigili in questo percorso legislativo».

La premier Giorgia Meloni ha affermato che ci sarà un provvedimento normativo correttivo. «Ci auspichiamo che questo venga fatto», dice Tamburino. Che aggiunge: «Il nostro auspicio è che quanto accaduto venga solamente ricordato come un incidente di percorso. E che situazioni del genere non si ripetano. Un obiettivo raggiungibile solo con l’avvio di una collaborazione fattiva con l’organismo delle camere penali».