il professionista
Il "mago dei mutui" dei clan tra banche e politica: il caso Vulcano, accusato di riciclaggio e falsi e candidato alle comunali del 2022
Il consulente indagato per il presunto ruolo di "uomo delle carte" di Cosa Nostra
L'uomo delle carte, delle procedure, dei documenti. Giuseppe Vulcano è il consulente iscritto a nessun albo e accusato di essere stato il perno delle operazioni finanziarie dei clan cittadini. Arrestato l'altro ieri nell'operazione che ha colpito Brancaccio e lo Sperone, dalle carte dell'inchiesta il suo ruolo emerge come quello di un esperto di contabilità e tributi, abilissimo a muoversi tra i mille rami della burocrazia bancaria. Ma se la sua attività era nota in città, meno lo è quella politica: candidato alle elezioni comunali del 2022, non è ancora chiaro chi abbia appoggiato il suo ingresso nella lista Lavoriamo per Palermo.
A Vulcano, che al momento è ancora indagato e dunque innocente fino a che non si svolgerà un processo, sono contestati reati che vanno dal riciclaggio per conto dei clan alle turbative d'asta, fino a un'associazione a delinquere per false pratiche in cui Vulcano sarebbe riuscito a ottenere mutui e finanziamenti illeciti. A riassumere le sue presunte attività illecite è, tra gli altri, il pentito Francesco Centineo, condannato per essere stato membro della famiglia mafiosa di Bagheria. Centineo parla di avere visitato Vulcano nel suo studio: «Si occupa di mutui, finanziamenti, aprire ditte, falsificare; è in grado di far ottenere mutui a chiunque non ne abbia diritto». Grazie alla sua abilità Vulcano sarebbe riuscito non solo a far ottenere mutui molto superiori al valore delle case acquistate ad alcune persone che non ne avrebbero avuto diritto, ma anche ad aprire imprese fittizie. Per Centineo, Vulcano riusciva a muoversi in questo modo anche grazie ai suoi contatti nelle banche e nella Camera di commercio.
Guardando il profilo Facebook di Vulcano salta fuori un biglietto da visita da cui si apprende che il consulente ha lavorato anche per Confimprese Palermo come responsabile dell'ufficio credito. «Sì, ha collaborato con noi intorno al 2022» conferma il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice, «avevamo una convenzione con una banca. Vulcano rimase fino al 2023, poi la convenzione non andò bene. Si trattava di dodici ore settimanali». Felice, del tutto estraneo all'inchiesta, oltre a un legame professionale avrebbe anche un legame familiare con Vulcano.
Tra i nodi ancora da risolvere su Vulcano c'è quello del suo tentativo di ingresso in politica nelle elezioni comunali del 2022. Tentativo singolo: Vulcano non risulta avere avuto legami in politica né prima né dopo. Su iniziativa o incoraggiamento di chi nel 2022 Vulcano sia entrato nella lista Lavoriamo per Palermo, però, c'è ancora mistero. Racconta Dario Chinnici, capogruppo in consiglio di Lavoriamo per Palermo: «Quella lista fu composta da molte persone, molti stimoli: era una lista civica, e non è possibile conoscere tutte le persone inserite». Chinnici, in politica dal 2007 con un percorso partito dalle circoscrizioni, dice di non aver mai visto Vulcano: «Quelli che fanno politica li conosco, e lui non l'avevo mai visto».
an.gio.