Catania
Palestra Lupo, resta solo il ricordo: demolizione in corso fino a venerdì
Un’ordinanza dell’Ufficio traffico urbano stabilisce i divieti di transito e di sosta nell’area di via di Sangiuliano
Le operazioni di demolizione di quello che restava della Palestra Lupo vanno avanti. Un muro dopo l’altro, la città ha assistito all’abbattimento dell’immobile di piazza Pietro Lupo che, dismessa l’originale funzione, per anni ha ospitato un centro sociale occupato (Laboratorio urbano popolare occupato). Adesso, sotto gli occhi di cittadine e cittadini, non resta nemmeno l’ombra dello scheletro, e si comincia quindi a intravedere lo lasciato dalla costruzione fatiscente.
Lo sgombero della Lupo è avvenuto lo scorso 31 marzo. A motivare l’operazione la necessità di avviare il cantiere per la rigenerazione della piazza, finanziato con i Piani urbani integrati del Pnrr, da realizzare con 3,9 milioni di euro. L’intervento riguarda anche la vicina piazza Angelo Majorana, e prevede la creazione di quello che viene definito un giardino pubblico “smart”, con 139 posti auto a raso (al posto dell’idea originaria di un parcheggio interrato, poi tramontata). Tra le opere che dovranno essere realizzate, anche una semisfera che dovrà ospitare un infopoint, oltre che postazioni di ricarica elettrica, zone d’ombra, panchine e alberi. Un progetto complessivo che risponde all’accusa di quanti sostengono che al posto di Palestra Lupo stia per sorgere un parcheggio, che comunque ci sarà. A realizzare l’opera sarà il raggruppamento temporaneo di imprese (rti) costituito da Consorzio Stabile Progettisti Costruttori (mandataria), Consorzio Stabile Build (mandante) e le consorziate esecutrici S.C.S. Costruzioni Edili srl, Vica srl e Costruire srl.
Come sempre accade in questi casi, lo sgombero ha portato con sé uno strascico di polemiche. In primo luogo a seguito di un’invasione di campo nel corso di una seduta del Consiglio comunale di Catania, quando attiviste e attivisti a sostegno della Lupo sono entrati in aula consiliare per protestare contro lo sgombero. Con una veemenza che ha costretto il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi prima a sospendere e poi a chiudere la seduta per motivi di ordine pubblico. Le stesse tensioni si sono poi riverberate sul consiglio del I Municipio, dove un post social della consigliera di quartiere Florinda Panzarella, eletta come esponente civica all’interno della lista del Movimento 5 Stelle, è stato la causa di una mozione di censura nei confronti della stessa consigliera. Un adesivo con un teschio dei pirati sovrapposto a una foto di un cordone di polizia a difesa della Palestra Lupo appena sgomberata è stato definito un simbolo di morte. Mentre per la consigliera era solo un riferimento alla cultura pop e ai personaggi del fumetto One Piece. Una questione che, nonostante le spiegazioni pubbliche, è finita perfino sui canali social nazionali di Fratelli d’Italia.
Raffreddatosi il clima e abbassatasi l’attenzione sullo sgombero in sé, i lavori sono andati avanti. Un pezzo dopo l’altro sono state demolite anche le opere di street art che erano state realizzate sulle facciate dell’edificio. Adesso al centro di piazza Pietro Lupo i lavori stanno lasciando un grande spazio vuoto che, stando al progetto, dovrebbero volerci poco meno di nove mesi per vedere acquisire la sua forma definitiva. Le opere di demolizione cominciate ieri dovrebbero terminare il 24 aprile. Fino ad allora, con un’ordinanza dell’ufficio traffico urbano, è istituito il divieto di transito per tutti i veicoli in via Monsignor Ventimiglia, tra i civici 21 e 1, e tra via di Sangiuliano e fino al civico 21. Nella stessa area è istituito il divieto di sosta con rimozione coatta per tutti i veicoli, su entrambi i lati della carreggiata.