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22 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:16
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Cronaca

Inferno di fuoco al porto di Scoglitti, al rogo due imbarcazioni

Sul posto gli uomini della Capitaneria di porto per le prime indagini. La pista dolosa sembra la più accreditata

22 Aprile 2026, 09:48

Inferno di fuoco al porto di Scoglitti, al rogo due imbarcazioni

Il rogo che ha interessato le imbarcazioni nel corso dell'ultima notte

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All’alba di oggi, poco prima del sorgere del sole, un incendio ha interessato il porto di Scoglitti, prendendo avvio da una barca da diporto ormeggiata a un pontile galleggiante del molo di Levante.

Le prime verifiche escludono la matrice accidentale del focolaio.

Nel giro di pochi minuti le fiamme si sono estese alle imbarcazioni vicine, coinvolgendone almeno un’altra in modo rilevante.

La rapidità del rogo ha creato una situazione critica, minacciando numerosi natanti ormeggiati nella stessa area e nella concessione adiacente.

Determinante l’intervento immediato del comandante di Locamare Scoglitti, Carlo La Barbera, che insieme ai due concessionari dell’area è salito a bordo di un’unità e ha trainato i mezzi in fiamme fuori dallo scalo, nonostante il concreto rischio di ustioni.

La manovra ha scongiurato l’eventualità di un’esplosione che avrebbe potuto coinvolgere altre barche e i pontili.

Sul posto sono arrivati in pochi minuti i vigili del fuoco di Ragusa e di Santa Croce Camerina, impegnati nel contenimento e nel monitoraggio del rogo, al momento sotto controllo.

Presenti anche i carabinieri della stazione locale, guidati dal comandante Scialpi, che hanno avviato le indagini.

I proprietari delle due unità coinvolte risultano al momento fuori sede.

Un elemento rilevante emerso dalle testimonianze e dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza segnala che, subito dopo l’innesco, un’auto si sarebbe allontanata a forte velocità dalla zona.

Tale circostanza rafforza l’ipotesi di un’origine dolosa.

Senza il tempestivo e coraggioso intervento della Guardia costiera e dei concessionari, il bilancio avrebbe potuto essere ben più grave, con il rischio concreto di propagazione a decine di imbarcazioni e alle strutture portuali.

Le forze dell’ordine proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica e individuare eventuali responsabili.