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22 aprile 2026 - Aggiornato alle 15:28
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salvi i posti di lavoro

Ecoface, il Cga ribalta tutto: sì alla Cassa Integrazione per i dipendenti dopo l’incendio

La pendenza di un'inchiesta giudiziaria contro ignoti non può bloccare il sostegno al reddito

22 Aprile 2026, 12:58

13:03

Ravanusa incendio

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I dipendenti della ditta Ecoface, azienda con sede nell’area industriale Campobello di Licata- Ravanusa hanno diritto a percepire la cassa integrazione ordinaria. Questo quanto stabilito dal Cga Sicilia in accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Giovanni Puntarello e Luciana Maria Russo dello studio Legalit.

L’azienda, devastata da un incendio nel settembre del 2025, era stata esclusa dalla Cigo dopo che l’Inps aveva respinto la sua richiesta sostenendo che non fosse dimostrata la «non imputabilità» dell’evento all’impresa. Un rogo, quello che si è sviluppato all’interno della Ecoface, azienda che si occupa del recupero di materiali riciclabili, il quale aveva reso impossibile la prosecuzione dell’attività lavorativa. Dello stesso parere anche il Tar di Palermo.

Il Cga, invece, ha accolto le tesi dei legali della società agrigentina affermando un principio di grande rilievo: «La mera pendenza di un procedimento penale peraltro contro ignoti, non può costituire motivo ostativo alla concessione della cassa integrazione».

Il Collegio ha chiarito che, in sede cautelare, non è richiesta una prova piena e definitiva della non imputabilità dell’evento, ma una valutazione ragionevole coerente con la natura stessa della tutela interinale. Come si legge nell’ordinanza, «l’assenza di sentenza penale definitiva non appare preclusiva alla concessione del beneficio».

Una presa di posizione netta, che corregge l’impostazione del Tar, il quale aveva ritenuto necessario attendere la conclusione delle indagini penali. Determinante è stata anche la scelta difensiva definita dal Cga «adeguata garanzia» che ha proposto una fideiussione bancaria a tutela dell’Inps. Scelta secondo il Cga a salvaguardia dell’interesse pubblico, che evita erogazioni indebite e consente all’azienda di ottenere immediatamente il sostegno economico necessario a tutela dei lavoratori.

Grazie all’ordinanza del Cga, i lavoratori della Ecoface, una decina in tutto, non rischiano più il licenziamento. Il Consiglio ha infine riconosciuto il grave e irreparabile pregiudizio che l’azienda stava subendo, evidenziando come la Cigo sia uno strumento con finalità «preminentemente sociali e assistenziali». Nonostante il contenzioso in atto la Ecoface in questi mesi di fermo ha continuato a pagare regolarmente i propri dipendenti.