La sentenza
Aveva ucciso la madre a coltellate, condannato all'ergastolo Giosuè Fogliani
Condanna massima per il ragazzo che ammazzò la madre, Caterina Pappalardo, con una trentina di coltellate, la Corte d'Assise conferma la richiesta della procura, dopo la testimonianza della sorella e il confronto sulla capacità di intendere
Condannato all'ergastolo, è questa la sentenza della Corte d’Assise, presieduta da Maria Eugenia Grimaldi, chiamata a decidere il destino di Giosuè Fogliani, il 27enne che nel gennaio del 2025 uccise la madre con una 30ina di coltellate. Una giornata che mette fine a un percorso giudiziario carico di tensione. Il pubblico ministero Massimo Trifirò lo scorso 8 aprile aveva richiesto per il giovane imputato la pena dell'ergastolo e quattro per maltrattamenti, ritenendo la condotta dell'allora ventiseienne lucida e consapevole nonostante la richiesta della difesa - l'avvocato Antonello Scordo - di non imputabilità dovuta all'incapacità di intendere e di volere. Decisiva è stata la testimonianza della sorella, Sara: «È stata una escalation di minacce e scatti di violenza, e di paura, ed ho avuto paura che voglia terminare il suo disegno criminale con me. Mi sono sentita una miracolata, se fossi stata in casa anche io quel giorno, anche io sarei morta. Ho ancora paura». Anche Giosuè ha rilasciato dichiarazioni spontanee, lo scorso 8 aprile, nell'ultima udienza prima della sentenza: «Sono dispiaciuto, chiedo scusa a Dio e alla Corte. Voglio contribuire a costruire una società migliore, ma in carcere non riesco ad elaborare il lutto».
Il 14 gennaio 2025 nell’appartamento di via Cesare Battisti, i vicini di casa di Caterina Pappalardo, insegnante di 62 anni e vedova, hanno chiamato le forze dell'ordine allarmati dalle urla della donna. Quando sono arrivati, i poliziotti hanno trovato Giosuè pieno di sangue e la donna senza vita. Il ragazzo ha confessato subito, le indagini hanno poi svelato la ferocia dell'aggressione nei confronti della madre, colpita al volto, al collo, al torace. Le indagini hanno man mano svelato come il delitto fosse stato l'epilogo brutale di un'escalation di minacce e scatti d'ira che avevano trasformato la convivenza in un incubo domestico segnato dalla paura, come ha confermato la sorella durante il processo.