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Tribunale

Corruzione e traffico di influenze: perché la procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di Totò Cuffaro

Ex governatore davanti al gip il prossimo 8 maggio

22 Aprile 2026, 20:49

20:53

Salvatore Cuffaro

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La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore “Totò” Cuffaro, attualmente agli arresti domiciliari, e di altri coindagati.

L’udienza preliminare è stata fissata per il 8 maggio davanti al giudice Ermelinda Marfia. Rispetto alla fase iniziale dell’inchiesta, molte delle contestazioni sono cadute.

Cuffaro risulta indagato per corruzione insieme all’ex manager dell’ospedale Villa Sofia, Roberto Colletti, al primario del Trauma center, Antonio Iacono, e allo storico collaboratore del politico democristiano, Vito Raso.

Secondo l’accusa, Cuffaro avrebbe ottenuto in anticipo, grazie a Colletti e a Iacono — quest’ultimo in qualità di presidente della commissione — le prove d’esame per la stabilizzazione degli operatori socio-sanitari dell’ospedale palermitano.

Tali prove, sostengono i pm, sarebbero transitate dalle mani di Raso a quelle dell’ex governatore, che le avrebbe poi consegnate a una candidata recatasi presso la sua abitazione.

In cambio, Colletti avrebbe ottenuto, con la sponsorizzazione di Cuffaro, la conferma della nomina a direttore generale dell’ospedale, mentre a Iacono sarebbe stata promessa, qualora avesse deciso di partecipare alla selezione, la candidatura sostenuta alla direzione dell’Unità di Anestesia e Rianimazione.

Iacono, però, non ha mai presentato domanda.

Cuffaro è inoltre indagato per traffico di influenze in relazione all’appalto del servizio di portierato e ausiliariato dell’Asp di Siracusa, insieme a Mauro Marchese e Marco Dammone, rispettivamente ex rappresentante legale ed ex funzionario commerciale della Dussmann Service, entrambi allontanati in seguito all’inchiesta.