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23 aprile 2026 - Aggiornato alle 10:46
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La decisione

Strage di via D'Amelio: la Cassazione boccia la Procura, proseguono le indagini sui mandanti esterni

Dichiarato inammissibile il ricorso contro l'ordinanza del Gip di Caltanissetta. I magistrati dovranno compiere nuovi accertamenti su eventuali complici esterni a Cosa Nostra, inclusa la pista dell'eversione di destra.

23 Aprile 2026, 10:16

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Strage di via D'Amelio: la Cassazione boccia la Procura, proseguono le indagini sui mandanti esterni

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La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Caltanissetta contro la decisione della Gip Graziella Luparello, la quale, lo scorso 19 dicembre, aveva ordinato nuove indagini sui possibili mandanti esterni della strage di via D'Amelio. La quinta sezione penale della Suprema Corte, condividendo pienamente le conclusioni del procuratore generale, ha infatti dichiarato inammissibile l'impugnazione. Il procedimento in questione, aperto a carico di ignoti e relativo all'attentato del 19 luglio 1992, aveva visto il giudice per le indagini preliminari rigettare la richiesta di archiviazione presentata dai pm. In quell'occasione, la Gip aveva disposto ulteriori approfondimenti investigativi volti a fare luce su eventuali collegamenti esterni a Cosa Nostra, includendo tra i filoni da esplorare anche la cosiddetta "pista nera", legata agli ambienti dell'eversione di destra, un'ipotesi che secondo il giudice merita ulteriori verifiche e non può essere scartata a priori.

Dal canto suo, la Procura aveva impugnato l'ordinanza definendola "abnorme" e sostenendo che le richieste del giudice avrebbero causato una paralisi del procedimento, costringendo a indagare su aspetti ritenuti già coperti da altri fascicoli o su piste, come proprio quella dell'eversione di destra, già esplorate senza alcun esito utile ai fini investigativi. Tuttavia, il procuratore generale della Cassazione si è espresso in senso diametralmente opposto. Nella sua requisitoria ha ricostruito minuziosamente l'iter della vicenda, ribadendo che la Gip ha agito operando in modo del tutto legittimo e restando all'interno delle prerogative che le sono espressamente concesse dal codice di procedura penale.

L'inchiesta, nata nel 2017 con l'obiettivo di accertare il possibile ruolo di soggetti estranei all'organizzazione mafiosa nella fase ideativa ed esecutiva dell'attentato a Paolo Borsellino e alla sua scorta, non si chiude. Con questa pronuncia della Cassazione l'ordinanza diventa definitiva: la Procura di Caltanissetta è ora formalmente tenuta a proseguire e approfondire le indagini seguendo i rilievi tracciati dal giudice.