escursionismo
Etna, svolta storica: il rifugio di Monte Spagnolo affidato al Cai Sicilia. Unico posto prenotabile sulla pista altomontana
Da domenica la struttura in territorio di Randazzo con 10 posti letto apre le porte agli escursionisti. «Su richiesta, sarà possibile lasciare rifornimenti per chi lo usa nel giro del vulcano»
Storica svolta per il rifugio di Monte Spagnolo sul versante Nord dell'Etna. Il Comune di Randazzo lo affida al gruppo regionale del Club alpino italiano. La consegna ufficiale avverrà questa domenica 26 aprile. Apre quindi finalmente un luogo fondamentale per gli escursionisti del vulcano: l'unico posto prenotabile, dove dormire e fare una doccia lungo i 34 chilometri della pista altomontana.
Il rifugio è stato costruito durante il periodo fascista, poi è stato abbandonato per decenni, finché il Comune di Randazzo ne avvia la ristrutturazione, ormai una dozzina di anni fa. Solo adesso però, grazie al lavoro della commissione straordinaria che presiede il Comune etneo dopo lo scioglimento per mafia, la struttura è stata assegnata con bando pubblico che ha visto due partecipanti e dopo un'ulteriore sistemazione grazie anche al Gal Terre dell'Etna e dell'Alcantara che ha contribuito ai nuovi arredi.

«Sull'Etna - spiega Giuseppe Riggio, presidente del Cai Sicilia - non abbiamo meno rifugi di tante località delle Alpi e degli Appennini, ma la gran parte è chiusa. Gli unici aperti sono i bivacchi forestali, che hanno solo un camino e una cisterna. Adesso, come gruppo regionale, inseriremo quello di Monte Spagnolo nella rete di 700 rifugi del Cai in Italia». La struttura sarà quindi a disposizione dei circa 360mila soci del club, ma anche a tutti gli escursionisti che potranno prenotarlo attraverso il sito web del Cai Sicilia, in autogestione e con offerta libera.
Per chi percorre la pista Altomontana - da Linguaglossa a Piano Vetore - è l'unico punto prenotabile dove dormire. «Una delle cose che prevediamo, su richiesta - aggiunge Riggio - è la possibilità di lasciare rifornimenti per chi lo usa come posto tappa nel giro dell'Etna». Dettaglio non da poco considerato che uno dei problemi principali per gli escursionisti del vulcano è l'approvvigionamento di acqua potabile, praticamente inesistente, considerato che tutti i bivacchi contano solo su cisterne. «Mi auguro - conclude il presidente del Cai Sicilia - che il grand tour etneo, il giro completo da 80 chilometri in quattro giorni, possa diventare uno dei cammini più conosciuti d'Italia perché ne ha tutte le potenzialità».