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Randazzo

Sabotato il cantiere del nuovo pozzo: rubati gasolio e scheda elettronica

Il furto mette fuori uso la trivella e rischia di rallentare i lavori per un'opera vitale a Murazzorotto

23 Aprile 2026, 21:00

Sabotato il cantiere del nuovo pozzo: rubati gasolio e scheda elettronica

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Mentre il fragore delle trivelle a Murazzorotto alimentava la speranza di mitigare l'atavica carenza idrica che affligge la comunità scavando un nuovo pozzo idrico, durante la notte qualcuno si è reso protagonista di un atto vile quanto paradossale.

Ignoti hanno superato le recinzioni del cantiere per lo scavo del nuovo pozzo, sottraendo non soltanto del gasolio, ma soprattutto una sofisticata scheda elettronica, componente vitale per il funzionamento dell’intero impianto di perforazione.

L'amara scoperta è avvenuta all'alba, quando i tecnici dell’impresa, pronti a riprendere l'opera di perforazione del sottosuolo, si sono ritrovati dinnanzi alla trivella messa fuori uso.

L’episodio, prontamente denunciato ai carabinieri della locale Stazione, rischia ora di rallentare un cronoprogramma che procedeva spedito: l'impresa, infatti, aveva già raggiunto una profondità di circa 30 metri, procedendo verso l'obiettivo finale stimato tra i 70 e gli 80 metri.

Lì i tecnici sperano di intercettare una falda capace di erogare ben 12 litri al secondo, una risorsa vitale destinata a estinguere la sete della frazione e a ridurre il viavai delle autobotti.

Di conseguenza è tanta l'amarezza per un gesto che colpisce un’opera di fondamentale valore sociale, finanziata con le risorse destinate agli enti sciolti per infiltrazioni mafiose e voluta con fermezza dalla Commissione straordinaria (Calio-Gambadauro-Giusto) per garantire un servizio essenziale alla popolazione.

L'accaduto riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza in un paese il cui Comune è stato sciolto per sospetto di infiltrazioni della criminalità. Sono in molti a ritenere indispensabile la realizzazione di un sistema di videosorveglianza capillare.

E se il progetto sicurezza presentato dal Comune ha avuto l’ok a Catania, non si hanno notizie certe sull'esito della graduatoria.

E in un territorio che cerca il riscatto attraverso infrastrutture attese da decenni, la tecnologia non è un lusso, ma il baluardo necessario contro chi non ha remore a sacrificare il bene collettivo per un misero profitto illecito.