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24 aprile 2026 - Aggiornato alle 13:40
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l'indagine

Jurassic Palermo: la Finanza sequestra all'aeroporto "pezzi" di dinosauri destinati al mercato nero

Intercettati a Punta Raisi pacchi dalla Spagna con 17 fossili inestimabili. Tra i reperti frammenti di Triceratopo, Spinosauro e un artiglio di 66 milioni di anni fa. I beni saranno esposti al Museo Gemmellaro

24 Aprile 2026, 08:37

Jurassic Palermo: la Finanza sequestra all'aeroporto "pezzi" di dinosauri destinati al mercato nero

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Un patrimonio di inestimabile valore, sottratto per un soffio ai circuiti clandestini del traffico di beni culturali, è stato recuperato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, al termine di un’operazione complessa e ben orchestrata. Il blitz ha portato al sequestro di diciassette preziosissimi reperti fossili di eccezionale rilievo archeologico e scientifico, che grazie al tempestivo intervento delle Fiamme Gialle non finiranno nel caveau di qualche collezionista senza scrupoli, ma saranno messi a disposizione della collettività.

L’indagine ha preso le mosse dall’accurato controllo delle merci effettuato dai militari della Compagnia di Palermo Punta Raisi. Nel monitoraggio dei flussi doganali sono emerse alcune spedizioni sospette provenienti dalla Spagna: modalità di trasporto anomale, imballaggi non conformi e evidenti incongruenze nella documentazione di accompagnamento hanno subito destato l’attenzione degli investigatori. I manufatti, infatti, venivano introdotti in Italia in assenza della dichiarazione o della licenza di importazione previste dalla rigorosa normativa europea a tutela del patrimonio culturale.

All’apertura dei colli, i militari si sono trovati davanti a una vera e propria “macchina del tempo”. Per accertare autenticità e valore dei materiali, sono stati immediatamente coinvolti i paleontologi del Museo Geologico “G.G. Gemmellaro”, parte del Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo. Le perizie hanno fugato ogni dubbio: il corpus dei reperti si distingue per straordinaria varietà, genuinità e incalcolabile rilevanza scientifica.

Nel dettaglio, tra i tesori recuperati figurano quattro straordinari esemplari del Cretacico, riconducibili a generi di grande richiamo come l’Edmontosaurus, il temibile Spinosaurus Aegyptiacus, il Triceratops e l’Hamadasuchus Rebouli. A questi si aggiunge un impressionante artiglio di dinosauro dell’era Mesozoica risalinti a 66 milioni di anni fa.

Completano l’inventario altri undici rari reperti: due ammoniti (antichi molluschi marini estinti da oltre 50 milioni di anni), due fossili vegetali di felce estera e sette rarissimi elementi dentari appartenuti a specie vissute nel territorio siciliano fino a “soli” quindicimila anni fa. A chiudere l’eccezionale collezione, un fossile di trilobite dell’era paleozoica dal peso di 600 grammi.

I beni, posti sotto sequestro, sono stati affidati in custodia giudiziale al Museo Geologico “G.G. Gemmellaro”, dove saranno valorizzati ed esposti al pubblico.