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24 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:02
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Comune di Palermo

Grandi manovre sul dopo Cannella, faccia a faccia tra le correnti FdI

Prove di forza dentro Fratelli d’Italia per delega alla Cultura e ruolo di vicesindaco. Ma c'è anche chi pensa al rimpasto

24 Aprile 2026, 10:18

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Grandi manovre sul dopo Cannella, faccia a faccia tra le correnti FdI

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«Antonio Rini alla Cultura. Brigida Alaimo vicesindaco». Salvo outsider dai nomi più o meno probabili: una soluzione che più di salomonico pareggio tra le correnti meloniane, saprebbe di tregua temporanea, fiato tra un gong e l’altro. Degli scenari tutti interni capaci di turare la falla creata dalla promozione romana a sottosegretario di Giampiero Cannella, questo è uno dei più realistici, pronunciato o non smentito da più di un esponente. In mezzo c’è la ridda, non solo di ipotesi, ma di sapori ed emozioni. Quelli che dalla pancia del partito descrivono in salse diverse il testa a testa tra Carolina Varchi e Alessandro Aricò, composto e dialettico quanto si vuole ma non perciò meno reale.

In Fratelli d’Italia c’è chi si spinge a dire che la deputata magari si aspettasse lei stessa la nomina a sottosegretario. Questo dato, associato alla più che sussurrata pole position dell’assessore regionale delle Infrastrutture per designare il dopo Cannella-assessore, porterebbe a un profilo che ad Aricò è evidentemente legato sul piano politico e amicale: Antonio Rini, appunto, attualmente a sala Martorana come consigliere e alla scrivania di presidente cittadino di FdI. A Varchi, tuttavia, che con Giorgia Meloni ha gran rapporto e sintonia, a quel punto, spetterebbe giocoforza, “de relato” dopo averla assunta in passato direttamente, la vicesindacatura. Dunque Alaimo, che le è già succeduta come assessore al Bilancio. Si sa, a Palazzo delle Aquile c’è una storia metropolitana che più di una leggenda è un ricorso storico: il vicesindaco dura poco ed è destinato a più prestigiosi e ambìti lidi, come dimostrano, da ultimo, le parabole della stessa Varchi e di Cannella. Nel caso della Alaimo, anche se l’ipotesi appare residuale ma non campata in aria, il trampolino potrebbe schiudersi persino prima, se è vero come è vero che il suo nome figura ancora nel lotto di potenziali successori di Elvira Amata all’assessorato regionale del Turismo. Per quanto remoto, il caso potrebbe aprire un ulteriore scenario, anzi cielo: quello pieno dei fulmini di Giuseppe Milazzo, capogruppo di FdI in consiglio ed eurodeputato, apparentemente defilato o quasi per adesso. Vero, si è fatto il nome di Teresa Leto, sua sodale politica, in giunta, ma appare difficile che Milazzo entri in scena subito: lo farebbe solo nel secondo ipotetico atto, e a quel punto potrebbe essere speso per la vicesindacatura il nome di Dario Falzone, assessore del Personale. Una situazione nella quale parrebbe perdere quota l’ipotesi Francesco Scarpinato. Non certo per mancanza di credito: si tratterebbe, rimbalza dall’amministrazione, di una questione tecnica di tempistiche legata alle dimissioni da assessore regionale dei Beni culturali.

Per il sindaco, la promozione di Cannella è al tempo stesso una lieta novella da felicitazioni e una tegola: quello per lo status quo sarebbe, più che un affetto naturale, una soluzione contingente per evitare effetti domino sgradevoli tra partiti e correnti di coalizione. Palazzo delle Aquile non può che fissare l’agenda: assodato che la faccenda vicesindaco sarà affrontata per seconda, gli interim di Lagalla non finiranno prima di fine aprile-inizio maggio, in sincrono con il dipanarsi del rimpasto regionale. A proposito di rimpasto, chiedendo della sua possibile utilità all’ultimo che aveva pronunciato il termine, cioè il capogruppo di Generazione Palermo, Domenico Bonanno, la risposta è: «Il rimpasto è l’ipotesi più utile per rilanciare l’azione amministrativa e rimettere in carreggiata una maggioranza che necessita di una scossa».