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Falso passaporto per agevolare l'evasione: sospeso un funzionario del Ministero dell'Interno, imprenditore palermitano irreperibile
Intercettazioni e accertamenti bancari ricostruiscono il tentativo di procurare un falso documento e i successivi tentativi di depistaggio
La Polizia di Stato, in particolare la Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo, ha eseguito, su delega della Procura della Repubblica del capoluogo, un’ordinanza del Gip che dispone la sospensione dal servizio per un anno e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria nei confronti di un uomo, classe 1961, ritenuto gravemente indiziato di aver favorito la fuga di un imprenditore tentando di procurargli un passaporto falso.
Per lo stesso episodio, a carico dell’imprenditore palermitano, figura nota con trascorsi nei settori bancario e delle telecomunicazioni, il Gip ha ravvisato un quadro indiziario particolarmente grave, tra cui il concorso nel tentativo di fabbricazione di un titolo di viaggio contraffatto, applicando la custodia cautelare in carcere. La misura, tuttavia, non è stata eseguita poiché l’indagato risulta irreperibile.
Le indagini, coordinate dalla Procura e supportate da numerose intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché da approfondimenti bancari, hanno ricostruito che il dipendente civile del Ministero dell’Interno, su incarico dell’imprenditore, si sarebbe rivolto a un falsario, remunerandolo per realizzare il passaporto apocrifo.
Il contraffattore avrebbe ricevuto dall’operatore civile il documento di viaggio scaduto dell’imprenditore e alcune sue fotografie, utilizzate come specimen per la confezione del falso. Il tentativo non è andato a buon fine per la riluttanza del falsario che, individuato dalla Squadra Mobile a un anno di distanza e ascoltato dalla Procura, ha ammesso le proprie responsabilità.
Nel corso di un successivo incontro tra quest’ultimo e il funzionario, registrato dal falsario grazie a un indumento dotato di microfoni e microcamere fornitigli dagli inquirenti, il dipendente civile avrebbe reso affermazioni coerenti con l’ipotesi accusatoria. In quella circostanza, apparendo notevolmente preoccupato, avrebbe anche cercato di concordare con il falsario una versione utile a deviare il corso delle indagini.
Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che, sfumata la strada del documento contraffatto, il funzionario avrebbe comunque agevolato l’evasione dell’imprenditore attivandosi presso un diverso ufficio di polizia per ottenere il indebito rilascio di un titolo di viaggio, successivamente revocato in via amministrativa.