LA MISSIONE
Rinviata a domenica per maltempo la partenza da Augusta della Global Sumud Flotilla verso Gaza
L'obiettivo è «rompere il silenzio istituzionale, sfidare il blocco illegale e denunciare la complicità nelle guerre imperialiste e genocide»
Rinviata per le condizioni meteo la partenza della Global Sumud Flottila da Augusta, nel Siracusano, verso Gaza. Gli organizzatori della missione umanitaria hanno deciso di rinviare, probabilmente a domenica, la partenza delle 63 imbarcazioni che lasceranno la Sicilia dirette verso la Striscia.
Questa mattina stanno prendendo il largo verso il porto Xiphonia di Augusta, le imbarcazioni che ieri si trovavano al porto di Siracusa. Ad Augusta sono arrivate anche le imbarcazioni provenienti dalla Spagna. Quella siciliana è anche una sosta necessaria per la manutenzione.
La Global Sumud Flotilla punta verso Gaza per «rompere il silenzio istituzionale, sfidare il blocco illegale e denunciare la complicità nelle guerre imperialiste e genocide».
«Grazie alla Sicilia e grazie a Siracusa: la Sicilia è il secondo anno che ci supporta - ha detto ieri la portavoce Gsf Maria Elena Delia presentando la missione - Perché questa nuova missione? Perché non è cambiato praticamente niente dall’anno scorso. E nonostante ci stiano dicendo che a Gaza vada tutto bene e che ci sia un cessate il fuoco non è così: da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco sono morte quasi 800 persone. Ci sono più di mille tendopoli in una striscia di terra che ha un’estensione limitatissima, con le persone che vivono senza acqua potabile e senza elettricità. Tutto questo è per via del blocco israeliano illegale. Partiamo dunque – ha spiegato ancora - per gli stessi motivi dell’anno scorso. E per gli stessi motivi per cui l’anno scorso siamo stati sostenuti dalle piazze piene, che per noi sono state un bel carburante, ci aspettiamo che questo sostegno ci sia ancora».
Yazan Eissa, palestinese che vive in Germania, del direttivo della Global Sumud Flotilla, ha spiegato: «In Palestina è stato trasformato il principale diritto umano, quello della difesa, l’istinto più antico della nostra specie, in terrorismo o in qualcosa per cui chiedere scusa. Non siamo qui per sussurrare e nemmeno per chiedere scusa. Noi siamo il braccio non violento della resistenza palestinese».