San Giovanni La Punta
Dichiarato il dissesto finanziario
La decisione al termine di una seduta di Consiglio ad alta tensione Debiti per 9 milioni di euro. Il sindaco Bellia: «Il disavanzo ha una natura tecnica, non politica»
Nove milioni di euro. È questa la cifra del baratro finanziario che ha portato il Consiglio comunale a dichiarare ufficialmente il dissesto economico. Una decisione drammatica che si traduce immediatamente in un verdetto pesante per i cittadini: tasse al massimo e servizi ridotti all’osso.
Il voto è arrivato al termine di una seduta consiliare ad altissima tensione, svoltasi in un’aula gremita di cittadini preoccupati e indignati. I toni sono stati accesi, con scambi durissimi tra maggioranza e opposizione, che hanno riflettuto il clima di incertezza che regna in paese. Fuori e dentro il palazzo, il malcontento ha preso forma nella protesta silenziosa di un gruppo di giovani. Uno striscione, esposto all’ingresso, recitava un messaggio che è diventato il simbolo della serata: “La vostra onda: un campo larghissimo di debiti!”.
Il dissesto mette la parola “fine” a un lunghissimo ciclo politico. Per 21 anni, la stessa linea politica ha gestito le sorti di S. Giovanni La Punta; oggi quel percorso si conclude con il certificato di fallimento finanziario dell’Ente. La gestione dei debiti pregressi passerà ora nelle mani di una commissione straordinaria di liquidazione. «Il disavanzo ha una natura prettamente tecnica e non politica - spiega il sindaco Nino Bellia - tale squilibrio deriva principalmente dalla cancellazione di 6 milioni di euro di crediti inesigibili legati alla gestione dei rifiuti tra il 2000 e il 2012, non adeguatamente ancorati al Fondo Crediti di dubbia esigibilità e da debiti fuori bilancio per espropri risalenti addirittura al 1986. La relazione dei revisori non certifica alcuna malagestione politica; al contrario, conferma un'azione amministrativa volta al contenimento della spesa e alla tutela dei servizi essenziali. Respingo dunque ogni tentativo di semplificazione elettorale che attribuisca responsabilità improprie alle mie amministrazioni: la situazione attuale è il frutto di criticità stratificate negli anni che saranno comunque oggetto di verifica da parte della Corte dei Conti. Per il futuro - conclude il sindaco - poiché le aliquote fiscali sono già ai massimi consentiti, non ci sarà alcun aumento dei tributi. La vera sfida, inderogabile per il risanamento dell’Ente, sarà il potenziamento radicale della capacità di riscossione e del contrasto all’evasione, in particolare per quanto riguarda la Tari, la cui mancata entrata rappresenta la causa principale del dissesto».