Nomine
Nuovo vicesindaco di Palermo, testa a testa tra liti e tensioni
Il sindaco Lagalla incontra a Roma il commissario di Fratelli d'Italia Sbardella. Frizioni nel partito per il ruolo di vice mentre per la delega alla Cultura salgono le quotazioni di Rini
Sotto il tappeto di una trattativa silenziosa, dichiarazioni di stile e dosi di collera sotto la cenere.
Più un incontro romano tra il commissario di Fratelli d’Italia in Sicilia Luca Sbardella e il sindaco Roberto Lagalla, ieri nella capitale per celebrare il mezzo secolo di vita del Ppe.
Risultato di giornata: cinquantuno Brigida Alaimo, quarantanove Dario Falzone. Ma è un soffio, in mezzo a tanti venti.
Il briciolo di quota in più, per la successione a Giampiero Cannella come vicesindaco, dopo la sua chiamata al ruolo di sottosegretario, è spiegata ai piani nobili del partito di Fratelli d’Italia con la tesi più lapalissiana.
Con la Alaimo, la deputata ed ex vicesindaco Carolina Varchi incasserebbe il giusto contrappunto, con la nomina di una figura a lei vicina, che le è già succeduta alla carica di assessore al Bilancio.
D’altra parte, con la delega alla Cultura ad Antonio Rini, presidente cittadino in squadra dell’assessore regionale Alessandro Aricò, la presidenza della seconda commissione consiliare (Urbanistica) andrebbe naturalmente a Tiziana D'Alessandro, sponda Varchi.
Ma La Palice non ha mai vogato tra le correnti forti di un partito a Palermo. Lo abbiamo sottolineato altre volte: ci sono esponenti, a parte i diretti interessati, il cui silenzio le canta. Uno è Giuseppe Milazzo, capogruppo consiliare ed eurodeputato, che in queste ore il telefono lo lascia squillare in libertà.
Il silenzio copre tutto fuorché il fuoco e le fiamme che starebbe facendo — lo dicono fonti accreditate fuori e dentro FdI — per non restare a reggere il moccolo mentre Aricò e Varchi giocano e arbitrano la partita. E qui ci sono le carte di Dario Falzone: assessore “anziano”, lunga militanza, avvezzo alle cariche di vertice.
A Lagalla starebbe bene tanto la Alaimo quanto Falzone. L’appuntamento con Sbardella è servito al sindaco anche a chiarire che il secondo grado del “controllo di qualità” sui designati, soprattutto se spunteranno altri nomi, ci sarà, con il rispetto per le decisioni interne.
A quegli stessi piani alti, le ipotesi “tecnica” Tommaso Romano e “allargata” Toto Cordaro vengono sminuite, per questioni di estraneità alle dinamiche interne o allo stesso partito.
Sbardella ha parlato di “incontro informativo reciproco per fare il punto non solo sulla scelta dei nomi ma sullo stato generale della maggioranza, indispensabile per avere tutti gli elementi per dare un nome ai profili istituzionali”.
Pazza idea o boutade: sottovalutata ma mai scartata, la pista Alaimo in sostituzione di Elvira Amata come assessore regionale del Turismo, aprirebbe un’altra voragine: Bilancio e (eventuale) vicesindacatura. Roba da Varchi, insomma.
Perché quindi non tornare a riprendere le funzioni di inizio consiliatura? La soluzione, mormorata a mo' di boutade fantapolitica, sortirebbe due effetti: uno, il gradimento di Lagalla, che ben conosce la “vitalità” comunicativa e amministrativa della Varchi; due, rendere evidente che l’arena per la candidatura meloniana a sindaco alle prossime elezioni è sì, già aperta dal valzer dei colonnelli, ma riguarda direttamente i generali: Alessandro Aricò e Carolina Varchi.