SPORTELLO NEL MIRINO
Melilli, il boato nel cuore della notte: assalto con esplosivo al bancomat BAPS, banca devastata e centro storico sotto shock
Il bottino, allo stato, non risulta ancora ufficialmente quantificato. Indagini in corso
Il rumore, a quell’ora, non somiglia a nulla di ordinario. Non al motore di un’auto, non al portone di un garage, non a un cassonetto rovesciato dal vento. È un colpo secco, violento, capace di svegliare di soprassalto un intero tratto di paese e di lasciare, per qualche secondo, una domanda sospesa nell’aria: che cosa è appena successo nel centro di Melilli? La risposta, pochi minuti dopo, è già scolpita nei vetri in frantumi, nelle saracinesche danneggiate, nella facciata ferita della filiale bancaria di via Iblea: un assalto con esplosivo ha preso di mira il bancomat della Banca Agricola Popolare di Sicilia, nel pieno del tessuto urbano, a ridosso di case e attività commerciali.
Secondo le prime ricostruzioni diffuse nelle ore successive, il commando sarebbe entrato in azione attorno all’una della scorsa notte, collocando un ordigno rudimentale vicino all’ingresso della filiale. La deflagrazione ha investito lo sportello automatico, che sarebbe poi stato caricato su un mezzo e portato via dai responsabili, fuggiti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Il bottino, allo stato, non risulta ancora ufficialmente quantificato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Augusta e gli specialisti della Scientifica, che hanno eseguito i rilievi e acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona.
La scena racconta bene la natura del colpo. Non un furto improvvisato, ma un’azione rapida, studiata, eseguita in pochi minuti con una tecnica che negli ultimi mesi ha seminato allarme in diversi centri della Sicilia orientale. Il bancomat, infatti, non sarebbe stato semplicemente forzato: l’obiettivo era neutralizzarlo con la forza d’urto dell’esplosione, renderlo asportabile e portarlo via prima che il dispositivo di sicurezza del territorio potesse stringere il cerchio. In questo caso, però, a restare sul terreno non sono stati solo i segni del passaggio dei banditi, ma anche i danni collaterali lasciati a pochi metri dalle abitazioni.
Il centro storico colpito nel punto più delicato
L’assalto ha colpito una porzione particolarmente sensibile del paese. La filiale interessata si trova in via Iblea 16, nel cuore di Melilli, area centrale che nelle ultime settimane era stata anche al centro di interventi di riqualificazione urbana e valorizzazione del centro storico. Proprio questa collocazione rende il fatto ancora più grave: la violenza dell’esplosione, secondo quanto riferito dalle prime notizie locali, ha provocato danni anche agli edifici vicini, mandando in frantumi vetri di abitazioni e vetrine di esercizi commerciali. Non si tratta, dunque, di un episodio circoscritto al perimetro di una banca, ma di un gesto che ha investito direttamente la vita quotidiana di un’intera comunità.
In casi come questo il dettaglio urbano conta. Un bancomat collocato in una strada centrale non è solo un’infrastruttura bancaria: è un presidio di servizio, un punto di accesso al contante per residenti, anziani, commercianti, famiglie. Quando viene colpito con esplosivo, il danno è duplice. Da una parte c’è il profilo penale e patrimoniale; dall’altra c’è l’effetto psicologico su chi abita quei luoghi e si ritrova a fare i conti con la sensazione che perfino le vie più visibili possano diventare teatro di un’azione da commando.
Le indagini: telecamere, rilievi e tempi strettissimi
Gli investigatori stanno lavorando soprattutto su un elemento: il tempo. Chi assalta un bancomat con ordigni rudimentali sa che ogni secondo è decisivo. Per questo motivo, le immagini di videosorveglianza pubbliche e private diventano centrali nella ricostruzione dei movimenti prima, durante e dopo l’esplosione. A Melilli, oltre agli impianti presenti lungo la strada, potrebbero rivelarsi utili anche le telecamere installate negli edifici comunali adiacenti, circostanza richiamata nelle ore successive dal sindaco Giuseppe Carta, che ha espresso l’auspicio di arrivare all’identificazione dei responsabili proprio grazie alla rete di controllo visivo della zona.
La tecnica della “marmotta” e gli ordigni rudimentali
Nel linguaggio investigativo e giornalistico, questi assalti vengono spesso associati alla tecnica della “marmotta”, cioè all’uso di un congegno esplosivo metallico o artigianale introdotto o collocato in prossimità dello sportello per provocarne la rottura violenta. Non è ancora stato ufficializzato, nel caso di Melilli, se il dispositivo usato corrisponda esattamente a questa modalità; le notizie fin qui disponibili parlano più prudentemente di ordigno rudimentale. Ma il richiamo tecnico non è casuale: nelle indagini condotte nel Catanese, e in particolare dopo il tentato assalto al bancomat di Mascalucia del 2 aprile scorso, i Carabinieri hanno documentato proprio l’uso della cosiddetta “marmotta”, con arresti successivi e il sequestro di ulteriore materiale esplodente.
Questo elemento aiuta a capire il livello di rischio. Un assalto del genere non mette in pericolo soltanto il denaro custodito nello sportello o la struttura della banca, ma anche l’incolumità di chi si trova nelle vicinanze. Le deflagrazioni producono onde d’urto, schegge, crolli di vetrate, danni a facciate e infissi. In un centro abitato, l’effetto può essere devastante anche quando il colpo va “a segno” solo dal punto di vista dei ladri.
Il precedente catanese e la pista delle bande specializzate
Il riferimento a Mascalucia pesa anche per un altro motivo. In quel caso, il tentativo di assalto al bancomat è stato seguito da un inseguimento e da arresti che hanno coinvolto anche un 43enne originario di Francofonte, nel Siracusano; pochi giorni dopo, il numero degli arrestati nell’ambito dell’indagine è salito a tre, secondo quanto comunicato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catania. Il fatto non consente automatismi con il caso di Melilli, ma conferma che nell’area orientale della Sicilia operano o hanno operato gruppi con competenze specifiche nell’uso di esplosivi artigianali contro gli ATM.
Per questo gli investigatori tendono a muoversi su più livelli: confronto tra immagini, verifica di mezzi rubati, tracciamento delle direttrici di fuga, analogie nei materiali usati, tempi d’azione, eventuali sopralluoghi compiuti nei giorni precedenti. È un lavoro silenzioso, che raramente produce risultati nelle primissime ore, ma che in questi casi può fare la differenza tra un episodio destinato a restare impunito e una pista concreta capace di risalire al gruppo.
La banca colpita e il peso dei servizi nei piccoli centri
La filiale presa di mira appartiene alla Banca Agricola Popolare di Sicilia, istituto che negli ultimi mesi ha consolidato la propria presenza territoriale e che, conta 105 filiali complessive, con una rete molto forte in Sicilia e 16 filiali nella provincia di Siracusa, tra cui quella di Melilli. È un dato che inquadra meglio anche la rilevanza pratica del colpo: non si tratta di uno sportello marginale, ma di un punto inserito in una rete bancaria capillare che, soprattutto nei centri medi e piccoli, continua a svolgere una funzione essenziale.
La Banca oggi con un comunicato ha informato la clientela e la comunità locale di essersi immediatamente adoperata con il massimo impegno per garantire la tempestiva ripresa dei servizi e il rapido ripristino della piena operatività.
L’area interessata è stata messa in sicurezza e la Banca sta assicurando la più totale collaborazione alle Autorità competenti, attualmente impegnate nelle attività di accertamento, e alla vigilanza privata, fornendo ogni elemento utile alle indagini. Squadre di tecnici specializzati sono già presenti sul posto in attesa di poter accedere ai locali per la valutazione dei danni alla struttura e la verifica del contenuto degli sportelli.
Nonostante l’accaduto, BAPS ha già attivato tutte le misure necessarie per minimizzare i disagi: la filiale sarà regolarmente aperta al pubblico lunedì 27 aprile, con i consueti orari di sportello, per garantire l’assistenza e le operazioni alla clientela. Si segnala che, a causa dei danni subiti, lo sportello ATM resterà temporaneamente fuori servizio. Il ripristino del prelievo 24/7 avverrà nel più breve tempo possibile, compatibilmente con i necessari tempi tecnici di sostituzione dell’apparecchiatura e di ulteriore rafforzamento delle misure di sicurezza.