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25 aprile 2026 - Aggiornato alle 13:57
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la tragedia

Trivigno, morte nel bosco: il caso di Lucia Tognela e i dubbi che ora chiedono risposte

Una passeggiata abituale, una quota di 1.800 metri, cinque cani sequestrati e un’indagine che prova a ricostruire l'accaduto

25 Aprile 2026, 13:38

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A Trivigno, sopra Tirano, la primavera aveva già ripreso colore, i sentieri erano quelli di sempre, conosciuti da chi in montagna ci sale da anni senza bisogno di mappe. Eppure nel pomeriggio di giovedì quel paesaggio familiare si è trasformato nel teatro di una morte ancora avvolta da interrogativi pesanti. Lucia Tognela, 59 anni, originaria di Villa di Tirano e residente a Bianzone, è stata trovata senza vita nei boschi, con sul corpo ferite compatibili con morsi di animali di grossa taglia. Da allora, l’inchiesta prova a stabilire non solo chi o cosa l’abbia aggredita, ma soprattutto in quale sequenza si siano consumati i fatti: se i morsi siano stati la causa della morte oppure se siano intervenuti dopo un malore o una caduta che avrebbe reso la donna incapace di difendersi.

Le prime ore sono state le più difficili: rilievi sul posto, ipotesi che si aprono e si richiudono rapidamente. In un primo momento si era parlato anche della possibile presenza di un lupo o di altri animali selvatici. Ma con il passare delle ore questa pista ha perso consistenza. Gli elementi raccolti dagli inquirenti, insieme alla tipologia delle lesioni rilevate sul corpo, hanno spostato con decisione l’attenzione verso l’ipotesi oggi ritenuta più plausibile: l’attacco di uno o più cani di grossa taglia, con particolare attenzione a cinque Dogo argentini trovati e poi sequestrati in una casa isolata poco distante dall’area del ritrovamento.

Il ritrovamento e il punto da cui parte l’inchiesta

L’allarme è scattato intorno alle 15.20-15.30 del 23 aprile. A notare il corpo e a far attivare la macchina dei soccorsi sarebbe stato proprio il proprietario dei cani finiti poi al centro degli accertamenti. Sul posto sono intervenuti i sanitari di Areu, i tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, i militari del Soccorso alpino della Guardia di finanza e i carabinieri. Ma per Lucia Tognela non c’era più nulla da fare. Il medico non ha potuto che constatarne il decesso. Trivigno è una località di quota, sul versante montano sopra Tirano, frequentata da escursionisti e conosciuta da chi ha in zona una seconda casa o abita stabilmente in alta valle. 

Le ferite, l’autopsia, i test: che cosa deve accertare la Procura di Sondrio

Il cuore dell’inchiesta sta ora in una domanda tecnico-giuridica decisiva: Lucia Tognela è morta a causa dei morsi oppure i cani hanno infierito quando la donna era già a terra, magari dopo un malore improvviso? La distinzione non è formale. Cambia la ricostruzione della scena, il quadro delle responsabilità e persino la qualificazione penale dei fatti. Per questo la Procura di Sondrio ha disposto l’autopsia, considerata l’accertamento centrale per chiarire la sequenza temporale delle lesioni e la causa esatta della morte.

Accanto all’esame autoptico ci saranno gli accertamenti genetici. Dai campioni biologici prelevati sulle ferite potrà essere ricavato un profilo da confrontare con quello degli animali sequestrati. Le verifiche medico-legali dovranno inoltre stabilire la profondità delle ferite, la loro distribuzione, la compatibilità con un’aggressione in vita e il tipo di animale coinvolto. Proprio su questo terreno, secondo le informazioni fin qui disponibili, l’ipotesi del lupo sarebbe ormai sostanzialmente priva di conferme.

A seguire gli accertamenti sono i carabinieri di Tirano, coordinati dalla Procura di Sondrio. Sulla scena, nelle prime ore, erano presenti anche il procuratore Piero Basilone e la pm Tatjana Ennemoser, un segnale della delicatezza attribuita fin da subito al caso.