Amministrative
Campagna elettorale “irregolare”, Brancato frena: «Servono i nomi»
A San Giovanni La Punta è scontro aperto dopo la denuncia della candidata Riccobene
La campagna elettorale si è infiammata. Al centro del dibattito le pesanti denunce lanciate da Antonella Riccobene, candidata sindaco della lista ControCorrente, che ha sollevato dubbi sulla regolarità delle procedure elettorali e segnalato presunti tentativi di corruzione.
La candidata ha denunciato la raccolta di firme per le liste civiche effettuata direttamente nelle abitazioni, senza la presenza obbligatoria di un pubblico ufficiale addetto alla certificazione. Viene segnalata l'assenza del nome del candidato sindaco su molti dei fac-simile distribuiti dai candidati al consiglio. L'accusa più grave riguarda la presunta offerta di buoni spesa in cambio del voto. Riccobene riferisce di una conoscente che sarebbe stata contattata direttamente da un candidato per suggellare questo accordo illecito.
Sulla vicenda è intervenuto Mario Brancato, candidato sindaco della lista Onda, richiamando alla memoria precedenti storici che hanno già segnato la comunità puntese. Già nel 2001 ho presentato denuncia alla Prefettura di Catania chiedendo controlli capillari dopo avere verificato casi di compravendita del voto.
Brancato ha ricordato come quegli accertamenti confermarono le sue segnalazioni, portandogli non poche difficoltà personali. Proprio per questo, invita alla massima serietà e rigore istituzionale, chiedendo che alle parole seguano i fatti.
«Se i fatti sono certi - continua Brancato - le responsabilità vanno attribuite subito e con nomi e cognomi. Il coraggio non sta nel lanciare accuse generiche, ma nel rendere precise le denunce. Quando si parla di legalità non si può lasciare spazio a dubbi, allusioni o libere interpretazioni. Ancora meno durante una campagna elettorale, quando i toni possono facilmente accendersi in una comunità che vive già una fase difficile. Chi possiede elementi concreti ha il dovere di consegnarli immediatamente alle autorità competenti. Diversamente si rischia di utilizzare temi seri per esigenze del momento, creando solo tensione e confusione. Rispetto per la storia - conclude Brancato - i fatti, le persone e per S. Giovanni La Punta».