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25 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:22
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25 aprile

«Io figlio di partigiano, così trasmetto il valore della Resistenza alle mie nipotine», il racconto del sindaco Burtone

Mano nella mano al corteo di Catania, il primo cittadino di Militello trasmette la storia del padre partigiano. «Dobbiamo parlare di Costituzione ai sedicenni, loro si sono già schierati contro la guerra»

25 Aprile 2026, 20:21

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«Io figlio di partigiano, così trasmetto il valore della Resistenza alle mie nipotine», il racconto del sindaco Burtone

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Nella mano sinistra stringe la nipotina più grande, 5 anni. Nella destra la piccola di due anni e mezzo. Giovanni Burtone, sindaco di Militello e deputato regionale, figlio di partigiano, ha percorso così stamattina il corteo che come ogni 25 aprile ha attraversato Catania. Con la concreta speranza che insieme all'amore di un nonno, quella stretta veicoli l'orgoglio di sentirsi liberi grazie alla Resistenza.

«I bambini hanno bisogno di ascoltare le storie per capire la storia», spiega il parlamentare del Pd. Loro hanno conosciuto quella del loro bisnonno, Giuseppe Burtone, comandante partigiano noto come capitano Morello. Partito da Militello Val di Catania per combattere in Grecia e Albania con l'esercito italiano, travolto dalla storia l'8 settembre, giorno dell'armistizio. Deciso a tornare in Sicilia, viene fatto prigioniero dai tedeschi e caricato su un carro bestiame. Ma ritrova la libertà grazie a un gruppo di ferrovieri che lo fanno fuggire. Da lì la scelta: per tornare a casa c'è tempo, prima c'è da combattere contro i nazifascisti. Burtone, ventenne studente di Legge e cattolico, sale sui monti, entra nella divisione Valtoce sotto il comando dei fratelli palermitani Alfredo e Antonio Di Dio e contribuisce alla liberazione della Val d'Ossola, in Piemonte. 

«O partigiano, portami via, ché mi sento di morir. E se io muoio da partigiano, tu mi devi seppellir». «Quando cantano Bella Ciao, le mie nipotine sanno che "il partigiano" è il loro bisnonno. È la storia della loro famiglia», racconta Giovanni Burtone, che su suo padre ha scritto un libro. «Noi figli abbiamo vissuto ascoltando i suoi racconti che ci hanno indirizzato nell'impegno sociale e nella vita politica. Mio padre e gli altri partigiani hanno lottato per una società più giusta. Chi dice che i morti di Salò sono uguali a quelli dei partigiani dice una mezza verità: è vero che i morti sono tutti uguali, ma la storia è diversa. C'è chi ha combattuto per la libertà e chi lavorava per i tedeschi che opprimevano e torturavano gli italiani». 

Come fare per trasmettere ai più piccoli i valori della Resistenza, ora che di testimoni diretti ce ne sono sempre meno? «Parliamo di Costituzione, trasmettiamone le storie e i valori, perché quella è la prosecuzione del movimento della Resistenza - conclude Burtone - bisogna parlarne ai sedicenni, ai diciottenni, a una generazione cha ha già mostrato di avere la sensibilità e la curiosità giusta, mobilitandosi in massa contro le guerre di oggi».