concorso esterno
Operazione Iblis, per Fagone ci sarà un appello ter: la Cassazione annulla con rinvio la condanna dell’ex deputato Ars
Alcune posizioni - a distanza di 16 anni - sono ancora aperte. E fra queste c’è quella dell'exsindaco di Palagonia, che è stato accusato di concorso esterno
La telefonata del cancelliere della Suprema Corte di Cassazione è arrivata venerdì dopo le 10 di sera. Tardissimo. Si chiude da una parte e si riapre dall’altra l’ultimo filone dell’ operazione Iblis, condotta dal Ros e coordinata dalla Procura di Catania, che nel 2010 scatenò un forte terremoto nella politica siciliana. L’inchiesta descrisse un sistema di interferenze fra Cosa Nostra, tessuto imprenditoriale e istituzionale. L’epicentro criminale era stato il feudo calatino. La ricostruzione accusatoria aveva coinvolto diversi imputati, molti sono stati già condannati in via definitiva.
Alcune posizioni - a distanza di 16 anni - sono ancora aperte. E fra queste c’è quella di Fausto Fagone, ex deputato regionale e già sindaco di Palagonia, che è stato accusato di concorso esterno. Il politico calatino ha affrontato già cinque gradi di giudizio, con un appello bis dopo la Cassazione che si concluse nel 2024 con una condanna a cinque anni. Ora Fagone si deve preparare ad affrontare un appello ter. La Cassazione, venerdì sera, ha annullato con rinvio la condanna della Corte d’Appello di Catania che era stata impugnata dai difensori dell’ex sindaco, gli avvocati Luigi Cuscunà e Valerio Signorelli. Un copione che a distanza di tempo si ripete. Il secondo annullamento della condanna da parte della Suprema Corte porterà quindi, dopo il deposito delle motivazioni degli ermellini, a riaprire il dibattimento al palazzo di piazza Verga.
La Cassazione ha invece confermato la condanna a cinque anni per concorso esterno dell’imprenditore acese Santo Massimino (nella foto a destra): ora la Pg dovrà mettere mano alla calcolatrice per verificare la pena ancora da espiare. La Suprema Corte ha rispedito a Catania però la parte di sentenza che si riferiva alla confisca delle società di Massimino. Ricorso inammissibile, infine, per Carmelo Finocchiaro condannato a 10 anni.