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Isab verso nuova proprietà, il governo prepara il Golden Power: Cna chiede tutele per l’indotto

Magnano e Miceli (Cna): «Accogliamo con favore le dichiarazioni del ministro Urso, doveroso richiamare l’attenzione sulla realtà produttiva delle pmi e sui mille lavoratori diretti, ma si pensi anche agli indiretti»

26 Aprile 2026, 00:00

Isab verso nuova proprietà, il governo prepara il Golden Power: Cna chiede tutele per l’indotto

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Nell’accogliere favorevolmente le parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulle tutele che il governo metterà in atto anche per questo nuovo passaggio di proprietà di Isab, da Goi energy a Ludoil (gruppo Ammaduro), la Cna chiede garanzie anche per “le centinaia di imprese artigiane e le piccole e medie imprese dell’indotto”.

Sono le prime reazioni alle dichiarazioni, rilasciate a La Sicilia dal ministro Urso sulla nuova fase di cambiamento degli assetti societari dell’Isab che, con le sue due raffinerie, rifornisce il 25 percento del mercato nazionale e per questo dichiarato sito d’interesse strategico nazionale.

Gli antefatti sono due. Giovedì le due società, Goi e Ludoil, hanno annunciato di avere già sottoscritto un accordo per l’imminente trasferimento delle partecipazioni maggioritarie in Isab in favore di Ludoil.

Ieri il ministro Urso ha assicurato che il governo interverrà, anche stavolta, emanando un nuovo decreto “Golden power”, che è lo strumento normativo che dà al governo poteri speciali per intervenire, con prescrizioni e veti, nelle operazioni che coinvolgono aziende operanti nei settori strategici. Ovviamente le trattative di compravendita sono questioni tra società private. Il governo può intervenire, a tutela dell’interesse nazionale, dopo che le due parti si sono scelte. Il ministro Urso ha garantito che il governo interverrà: «La Golden power va esercitata a ogni eventuale passaggio societario – ha detto – come è già avvenuto. Quando cambiano gli assetti societari, va presentata una nuova procedura di Golden power che consente al governo di garantire la sicurezza nazionale, come in occasione della precedente cessione».

In pratica accadrà quanto già accaduto, con una serie di tutele che il governo ha emanato per Isab sin da quand’era proprietà Lukoil (2022) e l’attività produttiva era messa a rischio da embargo al petrolio russo e sanzioni indirette; poi la dichiarazione di “sito d’interesse strategico nazionale”, fino all’attivazione della Golden power nel passaggio da Lukoil a Goi. Ora la certezza che, dopo il nuovo passaggio di proprietà (da Goi al gruppo italiano Ludoil), un nuovo Golden power verrà emanato.

Prima, dunque, dovrà chiudersi l’accordo tra le due società, solo dopo sarà tempo di nuovo Golden power, sul quale una commissione, che comprende almeno tre dipartimenti ministeriali, lavorerà.

Cna ha ritenuto di commentare questa fase: «Accogliamo con favore le dichiarazioni del ministro Urso», ha detto per voce di Rosanna Magnano, presidente territoriale Cna Siracusa, e Gianpaolo Miceli, segretario territoriale. I quali hanno ritenuto doveroso richiamare l’attenzione sulla realtà produttiva delle piccole e medie imprese (pmi) dell’indotto, oltre che sui mille lavoratori diretti. «I 3.500 lavoratori indiretti – ha spiegato Cna – non sono un numero astratto, rappresentano centinaia di imprese artigiane e imprese del territorio siracusano — impiantisti, manutentori, trasportatori, aziende di servizi tecnici e logistici». Cna auspica dunque che il processo di applicazione del Golden Power includa, tra le prescrizioni al nuovo assetto proprietario, impegni espliciti e verificabili nei confronti della filiera locale: continuità delle commesse alle imprese del territorio, rispetto dei tempi di pagamento, preferenza per i fornitori siracusani nelle gare di manutenzione e servizi.

Chiesta anche l’istituzione di un tavolo di confronto tra le istituzioni, la nuova proprietà e le rappresentanze delle pmi dell’indotto. Infine sollecitate Regione e governo a prevedere strumenti dedicati di sostegno alle imprese dell’indotto petrolchimico (credito agevolato, fondi di garanzia, supporto alla diversificazione) per ridurre la vulnerabilità di questo tessuto produttivo.