l'emergenza
Ospedale di Sciacca, l'incubo delle zanzare: pazienti al Pronto soccorso con le racchette elettriche
Una situazione definita "drammatica e imbarazzante": la vicinanza del torrente rende inefficaci le normali disinfestazioni
All’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca l’invasione delle zanzare continua a non essere solo un fastidio stagionale, ma un problema cronico che da anni accompagna pazienti, familiari e personale sanitario. Le segnalazioni con le temperature più alte arrivano quotidiane e si concentrano soprattutto sul Pronto soccorso, l’area più esposta e più frequentata, dove chi arriva per curarsi si ritrova spesso a combattere contro sciami di insetti che rendono l’attesa ancora più difficile.
Un fenomeno che si ripete puntualmente nonostante le periodiche disinfestazioni dell’Asp, ritenute ormai inefficaci perché il problema è di natura strutturale: il Giovanni Paolo II sorge infatti accanto a un torrente, ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare. A rilanciare l’allarme è oggi l’Associazione Orazio Capurro, che ha scritto alla direzione generale dell’Asp chiedendo interventi urgenti, efficaci, continuativi e risolutivi. Nella nota indirizzata al direttore Capodieci, l’associazione parla di una situazione «drammatica, imbarazzante e fuori controllo» nei locali del Pronto soccorso, ma segnala che anche altri reparti non sono esenti dal problema. Secondo l’associazione, l’ospedale è invaso al punto che pazienti e accompagnatori sono costretti a ricorrere a racchette elettriche per difendersi durante le ore di attesa. Una scena che, oltre a suscitare indignazione, solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla qualità dell’assistenza: «Si espongono a disagi – denuncia l'associazione – ed a possibili rischi sanitari sia i pazienti che il personale».
Il tema non è nuovo: negli anni si sono susseguite lamentele, sopralluoghi e interventi spot, ma nessuna soluzione definitiva. Le disinfestazioni, pur necessarie, non bastano a contrastare un problema che nasce dalla posizione stessa dell’ospedale, costruito in un’area umida dove la presenza di acqua stagnante favorisce la riproduzione degli insetti. Solo un piano strutturale, non più interventi episodici, può debellare l'invasione. Servono monitoraggi continui, trattamenti mirati e una strategia che coinvolga anche l’area esterna.