Indagini
Quarto atto intimidatorio a Siracusa: devastata la palestra Akradina e il camposcuola "Di Natale”
Danni, trofei distrutti e un appello alla sorveglianza con interventi immediati
Ancora vandalismo a Siracusa: la notte scorsa ignoti hanno preso di mira la palestra Akradina (ex Pino Corso) e il camposcuola “Pippo Di Natale”, lasciando dietro di sé una scia di danni, razzie e amarezza in una comunità già sotto choc per gli episodi recenti.
La scoperta, fatta dagli addetti ai controlli nelle prime ore del mattino, è stata sconvolgente: porte scardinate, armadietti sfondate, uffici a soqquadro, carte e documenti sparpagliati sul pavimento. Segni evidenti di effrazione e di una perlustrazione sistematica degli spazi interni lasciano pochi dubbi sulla modalità dell’incursione: i vandali sono penetrati negli ambienti amministrativi e nei locali della segreteria, danneggiando targhe e trofei e portando via oggetti di scarso valore economico ma di grande valore simbolico per la società sportiva e la città.

È il quarto atto intimidatorio in pochi giorni contro strutture pubbliche e sportive: un’escalation che non può essere sottovalutata. “Sono schifato”, dichiara il presidente dell’Atletico Siracusa, Enrico Abbruzzo. “Hanno divelto una finestra del prefabbricato e messo a soqquadro l’ufficio. Hanno portato via qualche oggetto, distrutto una coppa e delle targhe. Non sono danni solo materiali: è un attacco alla nostra comunità sportiva. Chiediamo interventi immediati: videosorveglianza, vigilanza e responsabilità concreta da parte del Comune.”
La portata simbolica del gesto è alta: le strutture colpite sono frequentate quotidianamente da giovani, associazioni e famiglie e rappresentano un presidio sociale e sportivo per il territorio. La macchina erogatrice, probabilmente vuota, è stata ignorata: non sembrava quindi un furto mirato esclusivamente al denaro, ma piuttosto un’azione di devastazione e rabbia.
Il comunicato congiunto del CONI Sicilia – Delegazione di Siracusa e del Panathlon Club Siracusa parla chiaro: “Profonda indignazione e ferma condanna. È inaccettabile la ripetizione di simili episodi.” Le richieste rivolte alle istituzioni sono nette: potenziamento della videosorveglianza, controlli più serrati, pene più severe per reati contro il patrimonio e lo sport, e l’immediata costituzione di un tavolo tecnico con Amministrazione comunale, forze dell’ordine e realtà sportive per mettere in campo misure concrete di prevenzione e tutela.
Le indagini sono aperte: gli investigatori cercheranno di ricostruire la dinamica e risalire agli autori, anche attraverso eventuali immagini di sorveglianza della zona. Ma la comunità non può attendere solo i tempi della giustizia: serve un’urgenza politica e operativa per proteggere impianti e chi ogni giorno li anima.

La rabbia degli operatori sportivi si somma alla delusione dei cittadini: spazi pubblici depredati ancora una volta, trofei sottratti o distrutti, il lavoro volontario cancellato da atti vandalici. Se non si interviene con decisione, quello che rischia di crollare non è solo una porta o una finestra, ma la fiducia collettiva nella capacità delle istituzioni di preservare i beni comuni.
È ora di scelte chiare: sorveglianza, sanzioni efficaci, interventi di ripristino rapidi e, soprattutto, una strategia di prevenzione condivisa con le comunità locali. Ogni giorno di ritardo significa lasciare la città esposta a nuovi soprusi. Siracusa chiede risposte immediate.