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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 00:47
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S. Giovanni La Punta

«I numeri dicono altro: i debiti sono 13 milioni e anche di più»

Dopo la dichiarazione di dissesto il consigliere d’opposizione Coco attacca il sindaco e quella parte di minoranza troppo vicina alla maggioranza

26 Aprile 2026, 21:40

«I numeri dicono altro: i debiti sono 13 milioni e anche di più»

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Il clima politico si scalda dopo le recenti comunicazioni del sindaco Nino Bellia in merito allo stato di dissesto finanziario dell’Ente. Se il primo cittadino parla di una massa passiva di circa 9 milioni di euro, il consigliere comunale Simone Coco non ci sta e lancia un duro atto d’accusa, parlando di cifre ben più pesanti e di responsabilità politiche precise.

Secondo Coco, la ricostruzione fornita dall’Amministrazione sarebbe parziale e rassicurante solo in apparenza. «Altro che versione “tecnica”: qui siamo davanti all’ennesimo tentativo di raccontare una verità comoda e incompleta», dichiara il consigliere. «I numeri reali dicono altro: i debiti sfiorano i 13 milioni di euro, e a questi si sommeranno quelli della società partecipata al 100%, che finiranno inevitabilmente sulle spalle dei cittadini. Continuare a parlare di 9 milioni significa prendere in giro un’intera comunità

Il consigliere Coco non si limita ai conti, ma traccia un filo rosso che lega le ultime stagioni politiche del Comune puntese, criticando duramente la continuità tra le diverse Amministrazioni che si sono succedute negli ultimi vent’anni. Coco ricorda come nel 2005 il Comune vantasse 33 milioni di euro in cassa, contro il baratro attuale. Per l’esponente d’opposizione, esiste un legame diretto tra le Amministrazioni Messina e Bellia, definite come le facce della stessa medaglia che hanno portato al collasso. «La vostra onda: un campo larghissimo di debiti. È questo lo slogan che meglio descrive la realtà. Le responsabilità - aggiunge il consigliere - sono chiare e non si cancellano con giochi di parole». Nel mirino di Simone Coco finisce anche una parte della minoranza consiliare, accusata di eccessiva vicinanza alle posizioni della maggioranza. Il consigliere parla apertamente di trasformismo politico, criticando chi si definisce opposizione ma agisce, nei fatti, come stampella del sindaco. «Non si può stare con un piede dentro e uno fuori - conclude il consigliere - O si difendono i cittadini o si difende chi ha prodotto questo disastro, non esiste alcun “risorgimento puntese” possibile con chi ha portato S. Giovanni La Punta al collasso finanziario. Non si può pensare di ricostruire affidandosi agli stessi che hanno demolito

Coco rivendica il ruolo svolto tra i banchi dell’aula consiliare, ribadendo l’impegno verso la trasparenza totale. «Noi in Consiglio abbiamo fatto solo una cosa: dire la verità. Senza sconti, senza convenienze. Perché oggi più che mai serve chiarezza, serve coraggio e serve soprattutto rispetto per i cittadini, che meritano di sapere davvero come stanno le cose». Tutto questo succede a pochi giorni dalle elezioni puntesi.