risanamento
Zona Falcata, una rinascita “green”: presto i primi interventi di bonifica
Addio ai veleni: conclusi i sondaggi, ora il piano di rilancio da 21 milioni di euro
L’avvio dei primi interventi di bonifica nella Zona Falcata è un traguardo ormai vicino. L’impresa Sondeline di Teramo ha ultimato i sondaggi in via San Raineri. I tecnici stanno analizzando i dati raccolti. Una mappatura necessaria per fotografare lo stato dell’inquinamento dell’area, tra le più prestigiose della città, ma anche tra le più degradate e abbandonate. L’intervento è servito a studiare la composizione del suolo tramite rilievi ambientali, al fine di definire con precisione il grado di contaminazione della zona e pianificare le successive operazioni di bonifica. Sarà dunque redatto il piano di caratterizzazione. L’obiettivo dell’appalto è la rimozione degli inquinanti e dei sottoservizi, oltre alla demolizione delle strutture esistenti.
Nei mesi scorsi, l’Autorità di sistema portuale ha già trasmesso a Invitalia gli ultimi chiarimenti richiesti per la stesura della documentazione per la pubblicazione dei bandi. Tra l’Authority e l’agenzia nazionale per lo sviluppo è stata sottoscritta una convenzione. Due gli step previsti. Un primo intervento riguarda la bonifica dell’area che sorge attorno ai ruderi della Real Cittadella. L’altro appalto, forse il più complesso, interesserà invece la zona dell’Eurobunker, dove bisognerà radere al suolo tutte le strutture industriali fatiscenti e precarie, come quelle che si trovano a pochi passi dalla Lanterna del Montorsoli, e ripulire a fondo i terreni contaminati, eliminando i veleni che si sono accumulati nel tempo.
Dal momento della consegna dei lavori occorreranno 935 giorni per il completamento delle operazioni. Messina insegue il sogno del recupero della Zona Falcata, immaginando la realizzazione di un nuovo affaccio a mare, quello negato per decenni. Per la bonifica del sito sono disponibili 21 milioni e 300mila euro: 20 milioni di euro sono le risorse concesse dal Governo nazionale tramite i fondi di sviluppo e coesione, mentre un milione e 300mila euro è la quota stanziata dall’Autorità di sistema. Ma ci vorrà ancora tempo per eliminare la bomba ecologica nel cuore dello Stretto. Dopo anni di annunci e promesse, finalmente si registra un’inversione di tendenza e il futuro della Falce appare segnato. Nel 2024 Atelier(s) Alfonso Femia ha ottenuto l’incarico di progettare la rigenerazione urbana, immaginando uno sviluppo “green” e sostenibile per quella porzione di territorio. Il recupero della Zona Falcata passa anche attraverso gli altri progetti di valorizzazione in programma.