English Version Translated by Ai
27 aprile 2026 - Aggiornato alle 10:52
×

il caso

Trotamar III bloccata a Lampedusa: CompassCollective denuncia "punizione" per aver rispettato il diritto internazionale

Fermo della barca della Ong a Lampedusa dopo il salvataggio di 18 persone: accuse all’Italia e pronto il ricorso

27 Aprile 2026, 08:06

08:10

Trotamar III bloccata a Lampedusa: CompassCollective denuncia "punizione" per aver rispettato il diritto internazionale

Seguici su

L’ong tedesca CompassCollective annuncia ricorso contro il fermo amministrativo disposto a Lampedusa per la barca a vela Trotamar III, alla quale è stato vietato di lasciare il porto dopo lo sbarco, mercoledì scorso, di 18 persone soccorse nella zona di ricerca e soccorso tra Tunisia e Malta.

“Non conosciamo ancora i dettagli del fermo. Quanto durerà? A quanto ammonta la multa che dobbiamo pagare? Una cosa è certa: presenteremo ricorso. I nostri avvocati si stanno già occupando del caso e il nostro team sta lavorando per richiamare l’attenzione su questa ingiustizia a Lampedusa”, afferma l’organizzazione.

L’intervento in mare, spiega CompassCollective, è avvenuto a favore di un gruppo “senza giubbotti di salvataggio, su un’imbarcazione che si era già sgonfiata da un lato”.

L’ong riferisce di essere accusata di non aver informato la Guardia costiera tunisina: “Ci accusano di non aver comunicato con la Guardia costiera tunisina. L’Italia sta tentando di punirci per aver rispettato il diritto internazionale”.

“In base a tale diritto – sottolinea l’ong – siamo obbligati sia a informare un centro di coordinamento competente per il soccorso marittimo – cosa che abbiamo fatto (Roma e Malta) – e a condurre le persone in un porto sicuro. La Tunisia non può essere considerata una destinazione sicura per le persone in fuga dalle proprie case per molteplici ragioni. Collaborare con la Guardia costiera o la Marina tunisina significherebbe organizzare un respingimento e violare il principio di non respingimento. Questo non è un attacco contro di noi, ma contro le persone che fuggono dalle proprie case. Prende di mira coloro che intraprendono il viaggio verso l’Europa nella speranza di una vita migliore e più sicura, anche dopo che l’Ue ha chiuso tutte le rotte sicure e regolari