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27 aprile 2026 - Aggiornato alle 13:51
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Le accuse

Bonifici di Berlusconi per 42 mln: rinvio a giudizio per Marcello Dell'Utri e la moglie

L'ex senatore di Fi, già condannato per concorso esterno alla mafia, subirà un processo per violazione della legge antimafia e intestazione fittizia, dopo avere ricevuto una serie di bonifici da parte dell'ex presidente del consiglio

27 Aprile 2026, 12:14

12:20

Dell'Utri

Rinviato a giudizio con la moglie

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Rinvio a giudizio per l'ex senatore di Fi, Marcello Dell'Utri, e la moglie Miranda Ratti. A deciderlo è stata oggi la gup di Milano Giulia Marozzi in udienza preliminare.

La vicenda riguarda le presunte donazioni per circa 42 milioni di euro da parte di Silvio Berlusconi nei confronti di Dell'Utri attraverso una serie di bonifici.

Un'accusa contestata inizialmente dalla procura di Firenze, che indaga sulle stragi del '92. L'indagine è poi stata  trasferita su richiesta dei legali di Dell'Utri, dalla Toscana al tribunale lombardo.

Una decisione della gup di Firenze, Anna Liguori, la quale ha stabilito che la sede naturale per trattare il caso fosse il tribunale milanese, accogliendo in parte le tesi difensive di Francesco Centonze e Filippo Dinacci, che negavano una connessione diretta tra queste accuse e le stragi.

Le contestazioni per le quali Dell'Utri e la moglie subiranno adesso un processo riguardano la presunta violazione della normativa antimafia (la legge Rognoni-La Torre) che impone ai condannati in via definitiva per reati di mafia l'obbligo di comunicare ogni variazione rilevante del proprio patrimonio.

Dell'Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa a 7 anni di reclusione (condanna diventata definitiva nel 2014), è adesso accusato di non aver dichiarato flussi finanziari per un valore complessivo superiore ai 42 milioni di euro nell'arco di un decennio.

Secondo la ricostruzione della Dda di Firenze, questa somma sarebbe arrivata nel conto di Dell'Utri tramite una serie di bonifici bancari da parte di Silvio Berlusconi e avrebbero rappresentato – questa è l'ipotesi dell'accusa - una sorta di compenso volto a garantire l'impunità dell'ex leader di Forza Italia.

I magistrati contestano anche il reato di trasferimento fraudolento di valori, o intestazione fittizia, in relazione a 15 bonifici per un totale di 8 milioni di euro versati da Berlusconi direttamente a Miranda Ratti.

L'operazione, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe servita ad eludere le misure di prevenzione patrimoniale previste dal codice Antimafia. Adesso entrambi saranno a processo. La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale. Su una parte delle donazioni è scattata la prescrizione.

L'inchiesta di Firenze è stata coordinata dai procuratori aggiunti Luca Turco, poi andato in pensione, e Luca Tescaroli, oggi procuratore capo a Prato, insieme al sostituto procuratore Leonardo Gestri, rimasto titolare del fascicolo sulle stragi.

Il pm della Dda di Milano, Pasquale Addesso e il procuratore, Marcello Viola, titolari del fascicolo sul forzista e la moglie, avevano chiesto e ottenuto dal gip Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già effettuato nel marzo 2024 a Firenze