English Version Translated by Ai
27 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:57
×

Parco Archeologico

Quando la natura soffoca la storia: turisti tra meraviglia e contraddizione

L'anfiteatro romano di Siracusa, grandezza storica messa in ombra dall'incuria e dagli interventi solo episodici

27 Aprile 2026, 16:24

17:19

Quando la natura soffoca la storia

Seguici su

Cosa avranno pensato i turisti che, in una domenica di aprile, si sono trovati a visitare il Parco archeologico della Neapolis e l'Anfiteatro Romano, in particolare?

Chissà se avranno colto il contrasto, o se lo avranno semplicemente registrato come una delle tante contraddizioni italiane: da una parte la grandezza della storia; dall'altra la sua faticosa manutenzione.

Perché qui non è il tempo a essersi fermato, ma sembra piuttosto essersi fermata la cura. E dire che si tratta di uno dei più importanti anfiteatri della Sicilia romana, costruito tra il I e il III secolo d.C., probabilmente in età imperiale avanzata, quando Siracusa era ormai pienamente inserita nell'orbita di Roma. Un edificio monumentale, tra i massimi del suo genere esistenti, destinato ai giochi, ai combattimenti tra gladiatori e alle venationes, con una struttura complessa scavata in parte nella roccia e in parte costruita, capace di accogliere migliaia di spettatori.

Ancora oggi sono leggibili i resti dell'arena, dei corridoi sotterranei e dei sistemi di accesso che regolavano i flussi del pubblico. L'erba cresce, copre, addolcisce perfino le forme della pietra antica, ma finisce per cancellarle. I percorsi guidano lo sguardo, ma non riescono a restituire ciò che dovrebbe essere evidente. E così l'anfiteatro si presenta come se fosse un dettaglio marginale e incuriosisce vedere i turisti che si muovono tra le sterpaglie alla ricerca del monumento. Eppure, a pochi passi, altri luoghi raccontano una storia diversa. L'Orecchio di Dionisio e la Grotta dei Cordari, ad esempio, interessati dalla recente sfilata della maison Emilio Pucci si presentano puliti, ordinati, restituiti nella loro dignità. Perché interessarsi in occasione degli eventi? La stagione turistica è già iniziata. Quale sarà la restituzione dei turisti che ritorneranno a casa?

Il punto, allora, non è soltanto l'incuria, evidente, ma l'assenza di una progettualità. Perché un luogo così non può vivere per episodi, per eventi, per improvvise accelerazioni legate a vetrine internazionali. Dovrebbe essere al centro di una visione capace di fare della bellezza una risorsa quotidiana, non occasionale. Siracusa possiede un patrimonio che molte città al mondo possono solo immaginare. Ma senza manutenzione, programmazione, senza un'idea di lungo periodo, anche la bellezza più potente rischia di diventare sfondo. O peggio, abitudine.