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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:50
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Finanza

Laboratorio alla Breaking Bad a Palermo, l'insospettabile che gestiva il tutto

Sequestrati 50 chili di sostanze di ogni tipo. Due in manette

28 Aprile 2026, 09:57

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Laboratorio alla Breaking Bad a Palermo, l'insospettabile che gestiva il tutto

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Come l’insospettabile insegnante di chimica Walter White in Breaking Bad. Un laboratorio per la lavorazione e il confezionamento di derivati della cannabis e droghe sintetiche, quasi come quello del celebre telefilm. Il tutto è stato scoperto a Grisì, dalla Guardia di finanza che ha arrestato due persone. L’operazione è scattata dopo un controllo in strada a Palermo di due cittadini trovati in auto con circa 500 grammi di sostanza, presumibilmente del tipo chetamina, e pasticche di metanfetamine. Le perquisizioni domiciliari hanno portato alla scoperta, nell’abitazione di uno dei due, di un vero e proprio opificio domestico attrezzato.

All’interno del laboratorio, la cannabis e le droghe sintetiche sarebbero state lavorate per essere immesse sul mercato in diverse tipologie: prodotti da fumo (oltre 46 chili tra infiorescenze di marijuana e trinciato, oltre a 819 spinelli pre-confezionati pronti per la vendita); liquidi ai cannabinoidi pronti per la ricarica di sigarette elettroniche, con l’ausilio di siringhe e agenti chimici (143 sigarette elettroniche con liquido ai cannabinoidi pari a oltre 3 chili); edibles (oltre 4 chili di caramelle e prodotti dolciari a base di principio attivo stupefacente); chetamina, pasticche di metanfetamine, polveri e resine da taglio. L'organizzazione - spiegano le Fiamme gialle - utilizzava bustine colorate, loghi personalizzati, etichette e sigillatrici a caldo, per conferire alle singole dosi un aspetto professionale, simulando la vendita di prodotti con una vera e propria strategia di marketing.

Oltre all’ingente quantitativo di droga, i finanzieri hanno sequestrato 7.500 euro in contanti, ritenuti provento della cessione dello stupefacente, bilancini di precisione e un’agenda rossa dove erano annotati gli ordini e la contabilità dell’illecita attività commerciale. La merce sequestrata, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato ricavi stimati per oltre 172.000 euro. Un professionista palermitano è stato arrestato e portato in carcere, il secondo indagato è stato posto ai domiciliari, confermati nel rito per direttissima.