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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 03:31
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il caso

Centro cottura mai consegnato: Asp di Trapani versa 66 mila euro ad Innova dopo l'accordo conciliativo

L'azienda sanitaria ha già riconosciuti 488 mila euro, ma resta aperta la questione del ripristino del servizio

28 Aprile 2026, 03:31

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L'ospedale di Castelvetrano

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Un disservizio strutturale, la mancata consegna del centro cottura del presidio ospedaliero di Castelvetrano, costringe l’Asp di Trapani a corrispondere un risarcimento all’azienda che anni fa aveva vinto l’appalto per la gestione delle cucine ospedaliere. Una vicenda lunga, complessa e costellata di scambi formali, che si chiude con un accordo conciliativo e con il pagamento di una somma complessiva di 66 mila euro, cifra che si aggiunge ai 488 mila euro già riconosciuti per le spese sostenute fino a dicembre 2025.

Il nodo centrale è la cucina del presidio «Vittorio Emanuele», che non è mai stata resa disponibile all’azienda aggiudicataria, rendendo impossibile l’esecuzione del servizio secondo le condizioni previste dal contratto. La società Innova di Roma, che nel 2022 aveva ottenuto l’affidamento del servizio di ristorazione degenti per due anni, più uno di eventuale rinnovo, per la gestione delle cucine di Castelvetrano e Salemi, la fornitura di pasti pronti per l’ospedale di Trapani e la gestione del punto cottura di Pantelleria, aveva segnalato già nel 2025 «criticità e costi ulteriori a quelli contrattualmente previsti».

Secondo l’azienda, l’impossibilità di utilizzare il punto cottura di Castelvetrano avrebbe determinato l’insostenibilità della commessa sul piano economico, operativo e organizzativo. Una situazione che, se non affrontata, avrebbe potuto sfociare in un contenzioso con costi ancora maggiori per l’amministrazione sanitaria. Per questo, Innova aveva formalizzato la propria posizione con una nota ufficiale, sottolineando come il servizio non potesse essere garantito senza la disponibilità degli spazi previsti. Per evitare lo scontro legale, l’Asp e la società hanno avviato un fitto scambio di corrispondenza che ha portato alla definizione di una soluzione transattiva. Nel frattempo, Innova ha comunicato di aver emesso due fatture per i mesi di gennaio e febbraio 2026, pari a 44 mila euro, «in ragione della mancata consegna del centro cottura».

Una scrittura conciliativa firmata a gennaio stabiliva che l’Asp dovesse riconoscere a Innova 488 mila euro per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025. Inoltre, in caso di ulteriore mancata consegna del centro cottura, l’azienda sanitaria sarebbe stata tenuta a corrispondere 22 mila euro al mese a partire dal 1° gennaio 2026. Poiché a oggi la cucina non risulta ancora consegnata, l’Asp procede ora al pagamento delle spettanze per gennaio, febbraio e marzo 2026, per un totale di 66 mila euro. Una somma che chiude solo una parte della vicenda, mentre resta aperta la questione più ampia: la necessità di ripristinare pienamente il servizio.