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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 08:54
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caltanissetta

Dell'Utri indagato sulle stragi del 1992. L'udienza dal gup il 18 maggio

La procura ha chiesto l'archiviazione, ma la famiglia Borsellino si oppone

28 Aprile 2026, 08:23

08:30

Dell'Utri potrebbe essere scarcerato: domani la decisione

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Il capitolo giudiziario aperto a Caltanissetta per concorso nelle stragi di Capaci e via D'Amelio a carico di Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi rischia di non essere chiuso velocemente. La procura di Caltanissetta ha chiesto l'archiviazione perché non ha ritrovato elementi tali da sostenere un dibattimento a carico dell'ex senatore di Forza Italia. Non la pensa allo stesso modo il difensore di Salvatore Borsellino che con la sua opposizione chiede al gip nuove indagini.

Tutto ruota attorno alla mancata messa in onda dell'intervista a Paolo Borsellino il 21 maggio 1992, cioè due giorni prima che il suo fraterno amico e collega Giovanni Falcone venisse ammazzato a Capaci. Nell'intervista rilasciata ai giornalisti francesi Fabrizio Calvi e Jean-Pierre Moscardo per la rete Canal Plus il magistrato di Palermo parlò di Vittorio Mangano, mafioso di Porta Nuova a Palermo. Secondo il magistrato non era un semplice stalliere ad Arcore - la storica residenza di Berlusconi - ma un terminale del rapporto tra Cosa nostra e l'imprenditoria milanese, quella che di lì a poco sarebbe salita al Governo italiano.

In quel periodo della nascita di Forza Italia nessuna traccia così come Berlusconi ancora non aveva designato Dell'Utri come suo uomo, cioè il politico che avrebbe traghettato il partito nella seconda Repubblica. Di anni ne sono passati da quell'intervista e la procura di Caltanissetta ha cercato di mettere insieme tutti i tasselli giudiziari sentendo alcuni testimoni. Ad altri vi ha dovuto rinunciare perché nel frattempo sono morti. Quell'intervista, insomma, non è stata uno dei moventi che hanno portato alle stragi del '92, né all'accelerazione di quella di via D'Amelio in cui furono uccisi Borsellino e gli agenti di scorta. Da qui la richiesta di archiviazione per Dell'Utri e Berlusconi.

L'udienza è fissata per il prossimo 18 maggio dinnanzi al gip Santi Bologna ma per l'avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, il capitolo giudiziario non va chiuso. «Non solo le indagini sono state del tutto lacunose, ma sono state del tutto travisate le risultanze acquisite», è la tesi dell'avvocato Repici che ha presentato opposizione. Inoltre la richiesta di archiviazione arriva troppo presto, a fronte di elementi «ancora non approfonditi e di connessioni rimaste sullo sfondo».

Per il legale sono da approfondire gli eventuali rapporti tra Dell'Utri e il boss mafioso Giuseppe Graviano. Su questa tesi si dovrà pronunciare il gip Bologna e quest'altro capitolo giudiziario rischia di rimanere aperto per altro tempo ancora.