Motta Sant’Anastasia
Tecnici del Genio civile nella “zona rossa” franosa: verifiche su 14 immobili
Indagini sulla stabilità degli edifici. Il sindaco Bellia: «Progetto da 5,3 milioni per tornare alla normalità»
In azione in questi giorni a Motta Sant’Anastasia i funzionari del Servizio Genio civile di Catania, supportati dal personale dell’Ufficio tecnico comunale, i quali hanno effettuato diversi sopralluoghi di verifica su tutti gli immobili ubicati all’interno della “zona rossa”, ossia la parte del comune mottese interessata da un movimento franoso che va avanti da tempo. L’area che riguarda la frana è quella che ricade in un tratto di viale Carmine Caruso nonché tutte le arterie viarie ad esso limitrofe.
«I proprietari, i conduttori o i detentori a qualsiasi titolo degli immobili ricadenti nella “zona rossa” sono stati invitati a garantire l’accesso ai tecnici incaricati per l'espletamento delle verifiche - si legge in una nota del Comune indirizzata ai cittadini mottesi le cui abitazioni sono interessate dalla frana - per i fabbricati già dichiarati inagibili o momentaneamente disabitati, i tecnici hanno proceduto e procederanno prioritariamente alla verifica esterna. In presenza di criticità strutturali manifeste, l'Amministrazione si riserva di procedere d'ufficio all'accesso forzato con l'ausilio dei vigili del fuoco o delle forze dell’ordine”.
Il sindaco Antonio Bellia ha specificato che è ancora prematuro avere i risultati dei sopralluoghi effettuati dai tecnici del Genio civile del capoluogo etneo. «Allo stato attuale sono 14 gli immobili “coinvolti” dal movimento franoso. Siamo costantemente al lavoro con commissario nominato dalla Regione, l’ing. Gaetano Laudani. C’era l’urgenza di procedere a verifiche tecniche su tutti i fabbricati ricadenti nella perimetrazione della cosiddetta “zona rossa”; una verifica sulle condizioni di sicurezza e stabilità dei fabbricati” ha detto Bellia.
Intanto nei giorni scorsi, sempre a Motta, sono stati presenti i professionisti incaricati dal soggetto attuatore contro il dissesto idrogeologico di elaborare il progetto di messa in sicurezza della zona rossa. Un lavoro di messa in sicurezza pari a 5 milioni e trecentomila euro. «Una piccola parte di questa somma già è stata spesa proprio per l’elaborazione del progetto” ha proseguito Bellia. Presenti nella “zona rossa” le trivelle necessarie al completamento «del progetto del dott. Cafiso e del dott. Bruccheri, indispensabile per stoppare l’avanzata della frana che ha obbligato tanti nostri concittadini a lasciare le proprie case e attività commerciali”. Finita la fase progettuale l’amministrazione comunale mottese ha chiesto in virtù della dichiarazione dello stato di emergenza che è stato ottenuto una accelerazione dell’iter burocratico. Quindi il passaggio dalla fase di progettazione fino alla gara dei lavori di consolidamento.