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28 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:52
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Riposto

«La pesca sta affondando nel caro gasolio»

L'armatore Giuseppe Patanè: «Costi passati da 70 centesimi a 1,4 euro, impossibile fare reddito». Il settore rischia il blocco forzato

28 Aprile 2026, 21:15

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«La pesca sta affondando nel caro gasolio»

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Uscire in mare oggi costa il doppio rispetto a un mese fa. Un’impennata dei costi che sta svuotando i mercati ittici e portando i pescherecci della marineria ripostese verso un inevitabile blocco forzato. Il problema contingente più grave è il caro gasolio. «L’aumento repentino del prezzo ci impedisce di fare reddito col nostro lavoro» affermano in coro i pescatori che ieri mattina hanno caricato i pescherecci per affrontare un'altra giornata all’insegna dell’incertezza.

Giuseppe Patanè, comandante e pilota del peschereccio “Lucia”, ieri prima di partire alla volta delle Eolie ha fatto rifornimento, non nasconde la propria preoccupazione: «Così non possiamo più lavorare. Nel volgere di pochi mesi con l’attuale contingenza bellica siamo passati al raddoppio dei costi da 70 centesimi siamo passati ad oltre 1,4 euro. Siamo pesantemente disagiati anche per i danni del ciclone Harry».

Oltre alla crisi internazionale, i pescatori ripostesi combattono contro l'inefficienza locale. Il molo foraneo è diventato un labirinto di ormeggi precari. Le imbarcazioni sono costrette a ormeggiare a fila di quattro. «La situazione si complica quando le condizioni meteo sono precarie - afferma Patanè - i lavori di ripristino della banchina vanno a rilento. Peggio. Sono del tutto fermi. La ditta è stata notata per qualche giorno poi più nulla. Abbiamo rappresentato alla Guardia costiera la gravissima situazione e restiamo in attesa che qualcosa cambi».

«Abbiamo perso ogni speranza - commenta amareggiato Alfio Contarino, pescatore di lunga esperienza, in sosta davanti al rifornimento del molo foraneo - qui a Riposto è tutto finito: la pesca di fatto l’hanno abolita, l’agricoltura non c’è più e non ci sono prospettive. Il caro gasolio e gli effetti del ciclone sono un mix letale. Sui danni strutturali sappiamo che, prima o poi, i lavori inizieranno, mentre il quadro bellico internazionale appare come un'incognita indecifrabile che ci sta mettendo in ginocchio. Quanto poi ai lavori di messa in sicurezza della banchina del porto: e chi li ha visti?».

La marineria ripostese resta in attesa di un segnale concreto dalle istituzioni. Senza un calmiere sui prezzi del carburante, il rischio è che il comparto vada in crisi irreversibile, mentre le barche storiche di Riposto restano a marcire in banchina.