Il caso
Favignana, via libera al progetto turistico sulla costa: il Tar annulla lo stop della Soprintendenza
I giudici applicano la regola del silenzio-assenso «orizzontale» sui ritardi dell'ente. L'allarme del comitato "Salviamo lo Stornello" sui rischi per i vincoli ambientali
Il Tar Sicilia ha dichiarato inefficace, poiché formalizzato oltre i termini stabiliti dalla legge, il parere negativo espresso dalla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Trapani in merito a un nuovo progetto turistico a Favignana. La questione ruota attorno alla realizzazione di alcune strutture stagionali di tipo leggero, che comprendono un chiosco bar e vari manufatti accessori, previste sul litorale situato tra Cala Pirreca e Cala Stornella. L'iter autorizzativo era stato completato dal Comune tramite il Suap alla fine di una conferenza di servizi decisoria in modalità asincrona, chiusasi senza che la Soprintendenza facesse pervenire alcuna pronuncia nei tempi richiesti.
I giudici amministrativi hanno stabilito che l'assenza di un intervento entro la scadenza dei 45 giorni fa scattare in automatico la formazione del cosiddetto silenzio-assenso «orizzontale». Di conseguenza, il tribunale ha disposto l'annullamento del diniego tardivo, confermando la piena validità del titolo edilizio rilasciato dall'amministrazione comunale egadina. Alla Regione rimane comunque aperta la strada per un eventuale intervento in autotutela, una mossa che però risulta vincolata alla presenza di presupposti estremamente rigorosi e di motivazioni adeguate.
La vicenda si inserisce in un quadro di acceso dibattito locale, animato in particolare dalle denunce del comitato «Salviamo lo Stornello». L'associazione civica aveva già segnalato con forte preoccupazione quello che definisce un moltiplicarsi di concessioni edilizie e demaniali all'interno delle zone più sensibili dell'arcipelago. Lamentando la perdurante assenza di strumenti urbanistici aggiornati, il comitato ha invocato l'istituzione di una moratoria immediata, mettendo in guardia l'opinione pubblica su come l'applicazione procedurale del silenzio-assenso rischi di spianare pericolosamente la strada a nuovi interventi edilizi, persino in quei contesti naturalistici sottoposti a rigidi vincoli ambientali.