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29 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:31
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sicurezza sul lavoro

Impennata di infortuni: +14% nel primo trimestre del 2026

I dati presentati dal direttore dell’Inail Filippo Buscemi durante un vertice tra istituzioni e Ordini professionali.

29 Aprile 2026, 14:51

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Impennata di infortuni: +14% nel primo trimestre del 2026

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«Ogni anno seminari, convegni, parole e buoni propositi. Ma, proprio mentre noi stamattina ne parliamo, in Italia muoiono tre lavoratori ogni giorno». Parole, che hanno raggelato la sala, pronunciate da Giuseppe Pullara, vicepresidente nazionale vicario e segretario regionale di Conflavoro Sicilia, durante i saluti istituzionali. Perché ieri mattina, nella sala convegni di Sicindustria, si è tenuto un webinar informativo sui finanziamenti a fondo perduto Inail per la sicurezza e la salute dei lavoratori delle PMI del territorio, dal titolo “Avviso Pubblico Isi 2025 – Sicilia”.

«Qui si parla di vite umane – ha proseguito Pullara – continuiamo a fare seminari ma, ancora dopo vent’anni, continuano ad esserci morti. Aggiungo che quest’anno stiamo superando il 2025 e, nel frattempo, l’85 per cento dei fondi sulla sicurezza si perde per via della burocrazia lenta e farraginosa. Occorre, dunque, sederci attorno a un tavolo per trovare soluzioni e portare proposte concrete al governo italiano affinchè queste morti tragiche abbiano una fine».

A confermare l’aumento degli infortuni sul lavoro è lo stesso direttore territoriale dell’Inail, Filippo Buscemi: «In questo primo trimestre 2026, nell’Agrigentino, abbiamo avuto una crescita di circa il 14%, quindi un centinaio di infortuni in più. Ecco perché è necessario che ciascuno dia il proprio contributo per far crescere la cultura dell'attenzione al rischio, per sensibilizzare alla cultura della ridondanza che ci invita ad adottare maggiore attenzione e a non assumere rischi inutili. L’Inail, con i bando Isi, quest’anno ha incrementato il 50 per cento delle richieste e le aziende sono passate da 40 a 60. Certo, è una goccia nel mare. Ma è sensibilizzazione. È cultura tra professionisti che formano e progettano e aziende che recepiscono».

Il webinar ha riunito istituzioni, enti e Ordini professionali, qualcuno in presenza, molti collegati online, che hanno discusso sull’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro.

«Occorre estendere il coinvolgimento anche al settore privato – ha detto il prefetto Caccamo -. Noi facciamo tavoli istituzionali quasi ogni giorno e di recente abbiamo coinvolto anche il settore edilizio proprio per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro».

«Sicurezza sì, ma non solo nei cantieri – ha sottolineato Melinda Drago, vicepresidente dell’Ordine degli architetti – ma anche negli ambienti, con una progettazione sicura».

Ma occorre anche altro. Secondo Giuseppe Pendolino, presidente del Libero Consorzio, «sono necessari i controlli ma occorre individuare soluzioni che impongono standard di sicurezza per evitare le morti e gli infortuni sul lavoro».

E, inevitabilmente, il problema degli infortuni sul lavoro ricade sulla sanità. Non a caso, Santo Pitruzzella, presidente di Omceo Agrigento, ha sottolineato che «il ruolo centrale dei medici per contribuire alla prevenzione» aggiungendo come «la vera sfida non è curare meglio ma ammalarsi e infortunarsi di meno».

In tal senso, Asp e Inail hanno avviato un progetto di sensibilizzazione sulla prevenzione e sicurezza in ambienti di lavoro in ambito agricolo ed edile: «È al via una campagna di sensibilizzazione sugli incidenti nei luoghi di lavoro dove, talvolta, una distrazione o una scarsa attenzione alla sicurezza possano determinare incidenti che hanno una ricaduta non solo sul piano umano, ma anche a livello sociale – ha spiegato Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp -. La campagna, che faremo in maniera ironica e al contempo seria, coinvolgerà gli imprenditori, le scuole, i lavoratori e la società in genere. Non a caso lo slogan è “Sicurezza sul lavoro, c’è poco da ridere”. Abbiamo coinvolto il vignettista del quotidiano La Sicilia, Totò Calì, che realizzerà le vignette».