Sicurezza
Catania: presto due nuove caserme per i carabinieri e i vigili del fuoco
L'area individuata dal Comune di Catania è vicina al PalaNesima e confina col Comune di Misterbianco
Due nuove caserme verranno realizzate per i vigili del fuoco e per i carabinieri. Il luogo individuato dall’amministrazione comunale è al termine della circonvallazione, in un’area non lontana dal PalaNesima, che confina con Misterbianco, precisamente tra viale Fontana a sud, via Filippo Eredia a est, via Taormina a nord e via Montepalma a ovest. La proposta è stata elaborata già lo scorso ottobre dall’Amministrazione «a seguito di interlocuzioni informali con il Comando provinciale dei carabinieri e con il Comando provinciale dei vigili del fuoco» al fine di «garantire migliori condizioni operative e logistiche per i servizi di sicurezza e soccorso nel territorio comunale».
La Direzione Urbanistica del Comune ha organizzato un forum di consultazione per illustrare il progetto alla città, tenutosi al Palazzo della Cultura, al quale hanno partecipato oltre alle istituzioni e agli ordini professionali, anche varie associazioni cittadine che da tempo partecipano agli incontri di consultazione - previsti dalla legge regionale 19 del 2020 - dando le proprie indicazioni. Per mera svista, i sindacati non sono stati convocati: c’era solo un rappresentante di Ugl.
Tra le associazioni erano presenti Lipu, Comitato popolare Antico Corso, Volerelaluna, Sunia, Osservatorio politiche urbane e territoriali, Wwf Sicilia orientale. E queste, che hanno già collaborato su vari temi, hanno presentato osservazioni sulla scelta del luogo, proponendo un’alternativa: realizzare almeno una delle due caserme a Librino.
Come spiegato in un documento congiunto, le associazioni chiedono il cambio di destinazione per tre motivi principali: il primo, richiamato anche nella proposta della Direzione Urbanistica, è una proposta di vincolo della Soprintendenza sull’area che è coperta dalle lave dell’Etna della colata del 1669, specificamente perché sul posto è già stata depositata una proposta per realizzare un “Parco della Colata Lavica del 1669” che attraversa la città e la connota di un carattere unico, anche come complemento necessario al museo dell'Etna in corso di realizzazione all'ex ospedale Vittorio Emanuele. C’è poi una considerazione di carattere pratico, ovvero la congestione dell’area della circonvallazione, soprattutto in una zona dove insiste a poca distanza il centro sportivo e poco più in là l’ospedale Garibaldi Nesima e il centro fieristico “SiciliaFiera”.
«L’area destinata alle caserme sarebbe effettivamente soltanto la parte più a nord, e dunque senza affaccio e collegamento diretto con la circonvallazione, essendo quasi tutta la restante parte interessata dal vincolo di immodificabilità con tutela 3 e dunque non modificabile da alcun manufatto», spiegano.
L’ultima considerazione è invece di carattere «sociale e politico». Ovvero: realizzare le caserme nella periferia sud, specificamente dove secondo il Piano regolatore Piccinato doveva sorgere un centro direzionale, in viale Librino, non solo semplificherebbe le procedure, in una zona di proprietà comunale e già destinata allo scopo, ma avrebbe anche il vantaggio di «rivitalizzare la zona di Librino, dove da anni si dice che dovrebbero esserci più servizi pubblici», come spiega l’ingegnere Mario Spampinato dell’Osservatorio.
